L’Italia non è un Paese per giovani. Collegno vuole invertire la situazione.

di Matteo Cavallone*

Nell’ultimo Consiglio Comunale di Collegno è stata discussa una mozione per mettere al centro del dibattito pubblico il fenomeno sempre più ampio e dilagante di giovani italiani che, finiti gli studi, lasciano l’Italia per vari motivi. Può essere la mancanza di opportunità lavorative, la ricerca di un contesto culturale diverso, la volontà di avere salari più alti, la voglia di lavorare in un settore più confacente al proprio percorso di studi o magari semplicemente la voglia di scoprire il mondo. Qualunque sia la motivazione che li porti a lasciare il nostro Paese negli ultimi 10 anni, 500.000 giovani hanno lasciato l’Italia in cerca di fortuna. Questo è un problema gigantesco per il nostro Paese e forse la prima emergenza nazionale: una nazione dove gli over 60 sono di più degli under 30 è una nazione che farà sempre più fatica a reggere il proprio sistema pensionistico, a trovare forza-lavoro per sostenere la propria economia ed in più il fatto che così tanti ragazzi, in maggioranza laureati, lascino il nostro Paese è anche un incredibile spreco di risorse pubbliche, in quanto il percorso di istruzione di un ragazzo che arriva alla Laurea Magistrale costa allo Stato circa 100.000 euro l’uno e pensare che questo investimento nella formazione dei nostri giovani venga sprecato per portare le competenze, le conoscenze, le capacità sviluppate in anni di studio lontano dal Paese che ha finanziato la loro formazione è veramente un delitto. La mancanza di opportunità lavorative e i contratti solo precari, che impediscono di programmare e costruire una vita famigliare stabile, sono sicuramente alcune delle cause più importanti per questa fuga continua di giovani dall’Italia. Collegno, anche se non si può dire di certo una Città in crisi economica o all’interno di un’area depressa, non è comunque esente dalla presenza (o sarebbe meglio dire assenza) di tanti ragazzi che hanno lasciato la famiglia, gli affetti, le amicizie costruite in anni, le proprie abitudini per andare a vivere, lavorare e stabilirsi in un altro Paese.E’ importante interrogarsi su come affrontare questa situazione e fare in modo di sviluppare politiche integrate con il tessuto economico dei territori, creare nuove opportunità di lavoro e che magari siano opportunità non di lavoro misero o sottopagato, ma lavoro che crea ricchezza e benessere e dà la possibilità ai giovani di vedere il proprio futuro sia personale sia famigliare in Italia e a Collegno. La mozione approvata ieri inizia, intanto, un percorso per censire, tramite le famiglie, i conoscenti, tutti i giovani collegnesi residenti all’estero. Questo per ricostruire la loro storia, capire le motivazioni che li hanno portati a compiere questa scelta, farci raccontare le loro esperienze e soprattutto per trasformare questa scelta, che spesso può essere drammatica e quasi sempre è difficile e sofferta, in un qualcosa di positivo. Ognuno di loro è un’ambasciatore della nostra Città, che ne racconta i pregi, le radici e la Storia in giro per il mondo e che si fa testimone di una Comunità importante e coesa.E’ importante occuparsi dei nostri concittadini e dei loro problemi anche quando essi sono a centinaia se non migliaia chilometri di distanza e cercare di creare le condizioni, affinché molti di loro possano tornare a casa. *Assessore del Comune di Collegno

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