CORONAVIRUS. APPROVATO IL MAXI-DECRETO ‘CURA-ITALIA’

Palazzo Chigi (Contrasto)

Il Consiglio dei ministri ha approvato il maxi-decreto con cui il governo punta a fronteggiare l’emergenza Covid-19, il virus che oltre a minare la tenuta del Sistema sanitario nazionale sta infettando la nostra economia.

Le risorse si attestano attorno ai 25 miliardi, una vera e propria ‘manovra cura-Italia’ che tocca imprese, famiglie, sanità naturalmente, lavoro e scadenza fiscali, prorogate già a partire da quelle negli scadenzari di oggi. Oltre a formalizzare la nomina del commissario per l’emergenza, a cui verranno attribuiti dei super poteri per facilitare il contrasto al corona virus e ‘armare’ il Sistema sanitario nazionale.

Il Cdm è stato anticipato ieri da un pre-consiglio fiume durato ben 8 ore, che ha lasciato poi il campo ai tecnici, al lavoro tutta la notte sulle misure. Anche oggi la riunione a Palazzo Chigi si preannuncia molto lunga, il decreto si compone di ben 120 articoli, una ‘manovra’ scritta di corsa mentre in virus mina e avanza nel Paese. Sul tavolo del Cdm ci sarà inoltre anche la norma -non figurerà nel dl ma è misura a sé- per velocizzare le pratiche per la concessione dei braccialetti elettronici ai detenuti.

Licenziato dal cdm, il decreto anti-coronavirus con le misure e i fondi, per essere operativo dovrà essere discusso e approvato da Camera e Senato. Come ancora non è stato chiarito, visto che tra i parlamentari si ripropone il dibattito sulla presenza fisica in Parlamento. “Abbiamo lavorato tutti insieme notte e giorno per mettere a punto una manovra in pochi giorni” ha sottolineato il ministro per la Pa, Fabiana Dadone. Ed ha spiegato: “Sono state recepite dal Governo anche proposte venute dall’opposizione” ed era “importante includere in percorso anche l’opposizione”. 

Conte: “Dopo emergenza dovremo riformulare regole commercio e libero mercato”
Il premier Giuseppe Conte – in una intervista a ‘Il Corriere della sera’ ha sottolineato in particolare come “il mondo delle imprese è chiamato a una sfida molto dura. Molti hanno chiuso e chi è aperto deve garantire ai lavoratori un adeguato livello di protezione”. E prosegue: “Questo decreto non sarà sufficiente. I danni saranno seri e diffiusi, occorrerà varare un vero e proprio piano di ricostruzione. Dopo il coronavirus nulla sarà più come prima, dovremo sederci e riformulare le regole del commercio e del libero mercato”.

Misiani: “In Cdm stop adempimenti fiscali per 1-2  mesi”
“Tra le misure economiche che saranno varate in mattinata ci sarà quella che riguarda lo stop agli adempimenti fiscali: la sospensione del versamento senza limiti di fatturato per i settori più colpiti, la sospensione per i contribuenti fino a 2 milioni di fatturato, per i versamenti Iva, ritenute contributo di marzo, la disapplicazione delle ritenute d’acconto per i compensi ricevuti a marzo per i professionisti e le imprese con fatturati sotto i 400mila euro”. Lo ha detto il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani a Circo Massimo su Radio Capital, nell’illustrare le misure che saranno varate oggi dal Consiglio dei Ministri.

“Una sospensione – spiega il viceministro dell’Economia – che durerà da 1 a 2 mesi, marzo e aprile per i settori più colpiti, per un mese per gli altri contribuenti. Diamo la possibilità a tutti di sospendere il versamento dell’IVA, ma chi può pagare lo faccia, per il bene del Paese. È un dovere civico, chi ha la fortuna di poterla versare, invitiamo a farlo. Facciamo un intervento enorme sulla parte creditizia, l’effetto-leva della sospensione vale 350 miliardi di euro di liquidità garantita alle imprese, poi dovremmo immaginare un meccanismo di indennizzo”. Poi ha aggiunto:  “Abbiamo ragionato sulla riduzione delle bollette ma si sarebbe andati oltre il nostro spazio di copertura: con queste misure stiamo utilizzando tutti i 25 miliardi”. 

Infine, sul sostegno da parte dell’Unione Europea, Misiani dà “un giudizio molto positivo alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al lavoro della commissione. Credo che la presidente della BCE Lagarde abbia fatto un passo falso, che poi è stato corretto. Il whatever it takes deve valere a maggior ragione oggi”.

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