Quando arrivò la luce a Collegno

di Davide Morra*

La “Manifattura e Lanificio Sella di Collegno” ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo del comune di Collegno in quanto prima azienda produttrice di energia elettrica sul territorio comunale.

L’opificio sorgeva nell’area del “mulino”, un’area – che sin dal XIV sec. ha ospitato insediamenti artigianali –  caratterizzata dalla possibilità di installare senza particolari difficoltà prese di forza idrauliche collocandole direttamente nella Dora, oppure sfruttando la “Bealera del Conte”(costruita quasi esclusivamente per azionare le ruote dell’antico mulino feudale). Nel 1891 la superficie dell’azienda era di 6.000mq; i locali furono progettati dal Cav. L. Abate. All‘interno delle strutture vi erano circa 70 telai azionati da un motore a vapore mentre l’illuminazione elettrica dei locali interni era garantita da due turbine Brown. L’aziendaproduceva tessuti in lana con più di trecento operai addetti ai vari tipi di lavorazioni.

Sino al 1891, il Comune di Collegno era sprovvisto di illuminazione pubblica alimenta ad energia elettrica. Le strade del centro storico  ed in particolare la via “al vapore” – Via Martiri XXX Aprile vecchio tracciato – erano illuminate con lampioni a petrolio. Annualmente l’amministrazione civica indiceva una gara d’appalto per affidare a privati l’incarico di accendere/spegnere, agli orari stabiliti e secondo le stagioni, “i fanali” e la relativa manutenzione, ivi compresa la pulitura dei vetri esterni. Nel giugno di quell’anno, l’Amministrazione Comunale collegnese accettò la proposta da parte del lanificio di acquistare l’energia elettrica prodotta in eccesso dall’opificio nelle ore notturne, per illuminare le vie principali ed il palazzo comunale. L’assessore che seguì i lavori di sistemazione della linea elettrica fu Adriano Audifredi, futuro Sindaco di Collegno. Nel novembre di quell’anno alla presenza di numerose autorità locali e non, con una sfarzosa cerimonia, fu inaugurata la rete di illuminazione pubblica. Dopo pochi anni, la “Manifattura e Lanificio Sella di Collegno”iniziò a vendere anche ai privati l’energia elettrica e gradatamente le case dei collegnesi e le botteghe artigianali iniziarono ad essere illuminate con le prime lampadine ad incandescenza.

Nel settembre del 1904, al momento della chiusura, il lanificio contava circa 300 operai. Fu una crisi occupazionale di notevole entità; parte degli operai furono assunti dalla Leumann; altri dovettero cercare lavoro nelle industrie tessili torinese o trasferirsi in quei comuni in cui le aziende tessili ricercavano manodopera altamente qualificata.

Nei locali dell’ex Manifattura Sella, la  “Manifattura Dora” (che aveva assorbito attraverso le Manifatture Subalpine anche il Cotonificio Rolla primitivo nucleo del cotonificio ValleSusa) vi installerà la “Tessitura”, una sorta di “dependace” dello stabilimento principale che sorgeva in via XX Settembre. Negli anni quaranta, lo stabilimento ospitò la Manifattura Calzature e Pellami, industria dell’orbita FIAT, addetta al confezionamento di calzature per l’esercito.

*storico e consigliere comunale

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