ALPIGNANO si prepara al voto. PALMIERI (PD): “Riscattiamo la città da un ruolo di periferia della periferia”

di Chiara Barison

Alpignano sta attraversando un momento particolarmente complicato della sua storia: il commissariamento prima, la chiusura del poliambulatorio e l’inagibilità del Ponte Nuovo poi, hanno reso il compito di governarla ancora più difficile. Su questo quadro di per sé sconfortante, è intervenuta la pandemia da Covid-19 che ha spostato le elezioni comunali al prossimo autunno

Il Partito Democratico però non perde tempo e, tramite il Segretario Steven Palmieri, parla di un programma elettorale già stilato da condividere con le altre forze politiche.

“Auspichiamo di sederci ad un tavolo per condividere le nostre idee e definire un gruppo di lavoro che possa attuare un programma omogeneo” dichiara Palmieri.

Dopo il commissariamento risalente al dicembre 2019, infatti, è ufficialmente iniziata la corsa alle elezioni. Stilare un programma elettorale esaustivo e realistico sarà un compito arduo per tutte le forze politiche coinvolte visto che la città sta lottando su più fronti. “Alpignano presenta delle criticità non da poco che devono essere risolte, come quella relativa al poliambulatorio” ammette Palmieri.

Questione dibattuta da più di due anni che vede una risoluzione “nel ricollocamento in una nuova struttura che è stata già identificata e approvata, per la quale sono però necessari dei lavori di adeguamento”.

Il vero grosso grattacapo dell’amministrazione alpignanese è la recente chiusura del Ponte Nuovo disposta il 22 maggio. Il Viadotto sulla Provinciale 177 rientra tra le centinaia sul territorio nazionale in cattivo stato di manutenzione e di conseguenza a rischio crollo. Il Segretario PD non ha dubbi in merito: “Con la chiusura del ponte la città è completamente paralizzata. Tensioni e disagi sono all’ordine del giorno”. Stiamo parlando, infatti, dell’unico ponte tra Collegno e Avigliana che permette l’interconnessione di tutta la zona ovest. (video “Ponte nuovo di Alpignano“)

Da tempo, il Partito Democratico mirava a discutere con i Comuni limitrofi per trovare un’alternativa che potesse garantire una viabilità efficiente.

Quanto ai tempi della riapertura, il direttore del dipartimento della viabilità di Città Metropolitana attende di conoscere i dati da divulgare in merito per fare un pronostico con cognizione di causa. “Città Metropolitana ha preso degli impegni ed è stata depositata una mozione affinché la Sindaca Appendino si impegni a prendere i contatti con il Governo in modo che, qualora fossero necessari più soldi, siano subito disponibili. È stata chiesta ed ottenuta una modifica al bilancio per poter utilizzare l’avanzo dell’anno scorso al fine di dirottarlo su quest’opera. A tal proposito si parla dei famosi 300.000 euro che serviranno per dare l’avvio ad una prima parte di cantierizzazione. Si vocifera anche dell’installazione di un ponte temporaneo da parte del genio militare, così da sgravare il ponte vecchio che si trova in difficoltà”.

Palmieri è certo dell’assoluta necessità di un’analisi costi/benefici “per valutare l’eventualità di abbattimento del ponte in caso di costi eccessivi e non giustificabili sul lungo periodo. Se tra cinquant’anni si dovessero ripresentare i problemi di manutenzione odierni,  le casse comunali non sarebbero in grado di farvi fronte”.

A risentire di questa situazione non è solo il traffico, ma anche i commercianti della zona che hanno visto dissiparsi il contributo della clientela di passaggio per la città. Si tratta di esercizi commerciali già provati dal lockdown che “vista la situazione, dopo due mesi di chiusura, chissà se riusciranno a tenere aperto e per quanto tempo”. Per non parlare di chi ha deciso di non alzare più la saracinesca dopo il via libera del Governo.

Il tema più strettamente collegato alla viabilità è quello dei trasporti pubblici, uno su tutti la tratta ferroviaria da e per Torino.

“Siamo fortunati perché siamo sull’asse della ferrovia, non abbiamo bisogno della metropolitana ma di investire sulla frequenza dei treni. Passaggi più ravvicinati nel tempo implicherebbero spostamenti più sostenibili per gli Alpignanesi. Ad oggi, si fanno 15km in un’ora e dieci circa, nello stesso tempo si arriva a Milano Rho” dichiara Palmieri.

In linea con la carta dei valori del Partito Democratico “vorremmo sposare il progetto della ciclopolitana perché è giusto andare nella direzione di attenzione per l’ambiente”.

Risente della situazione anche la valorizzazione del Parco fluviale della Dora con il lungofiume alpignanese impraticabile a piedi. “Siamo l’unico comune che non permette di fare la passeggiata lungo la Dora perché si tratta di una parte che nel tempo non siamo riusciti a valorizzare. Il punto non è capire a chi dare la colpa, ma di portare a termine i progetti che, per vari motivi, non sono mai stati conclusi”.

Quanto all’imminente futuro di Alpignano, il PD di Palmieri dichiara che “a prescindere dalla forza politica che avrà il compito di amministrare la città, sarà necessario elaborare un progetto lungimirante sui cinque anni. Dobbiamo riscattare Alpignano dal suo ruolo di periferia della periferia”.

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Un pensiero riguardo “ALPIGNANO si prepara al voto. PALMIERI (PD): “Riscattiamo la città da un ruolo di periferia della periferia”

  • Giugno 15, 2020 in 8:52 pm
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    Mi sento pienamente in linea con le riflessioni del Segretario del Circolo PD di Alpignano!!

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