Da Montanelli a Via col vento: che cosa sta succedendo in Italia?

di Athena Pesando

In tutto il mondo stanno continuando le proteste antirazziste scaturite a seguito dell’uccisione di George Floyd in Minnesota (USA). La morte dell’uomo ha scoperchiato il vaso di Pandora e adesso i movimenti stanno diventando sempre più agguerriti. Al centro delle polemiche in Italia sono stati la statua di Indro Montanelli a Milano e la rimozione temporanea del celebre film “Via col vento” dal catalogo streaming di HBO Max.

Per quanto riguarda la rimozione del film, il portavoce di HBO Max ha chiarito che è solo temporanea. Il film sarà nuovamente disponibile sulla piattaforma con un disclaimer iniziale che lo contestualizza rispetto agli anni in cui è stato prodotto (1939) per poterne dare una rilettura diversa a chi decidesse di vederlo nel 2020.

Le critiche mosse alla pellicola non sono relative alla trama, in quanto un film ambientato nell’epoca dello schiavismo racconta ovviamente dello schiavismo, ma al modo in cui viene rappresentata, in particolare al centro delle polemiche è il personaggio di “Mami” interpretato dall’attrice afrodiscendente Hattie McDaniel. Mami è una schiava che si comporta in modo stereotipato, anche nel doppiaggio italiano in cui parla usando espressioni come <bovera badrona>. C’è da dire che Hattie McDaniel grazie a quel ruolo fu la prima donna nera a vincere un Oscar come miglior attrice non protagonista ma non poté ritirare il premio in prima persona, né partecipare alla prima del film in cui lei stessa recitava, perché in alcuni posti non era permesso ai neri di entrare. Hattie fu protagonista di polemiche già in quegli anni, in particolare la parte attivista della comunità afroamericana mosse una critica ad attori e produttori per come l’industria cinematografica rappresentava le persone nere: pigre, stupide e contente di svolgere lavori subordinati a quelli dei bianchi.

Anche la statua di Indro Montanelli non è nuova alle polemiche, già in passato era stata oggetto di protesta da parte di gruppi femministi che avevano utilizzato della vernice rosa lavabile sulla statua.

Indro Montanelli è stato il fondatore della testata giornalistica “Il Giornale”, ma le problematicità della statua in suo onore sono dovute non alla sua carriera giornalistica, ma alla sua vita “privata” di cui in realtà lui parlò più volte senza alcuna censura in pubblico, non risparmiando alcun dettaglio. Sulla statua vandalizzata dagli attivisti per il Black Lives Matter si legge chiaramente “RAZZISTA STUPRATORE” per quale motivo? Montanelli comprò, sposò e violentò Destà, una bambina eritrea di 12 anni, facendosene vanto più volte <Faticai molto a superare il suo odore, dovuto al sego di capra di cui erano intrisi i suoi capelli, e ancor di più a stabilire con lei un rapporto sessuale perché era fin dalla nascita infibulata: il che, oltre a opporre ai miei desideri una barriera pressoché insormontabile, ci volle, per demolirla, il brutale intervento della madre, la rendeva del tutto insensibile> queste le sue parole.

Chi si oppone alla rimozione della sua statua si appella alla necessità di contestualizzazione storica, che ha un suo senso se parliamo di un film del 1939 ma diventa forse meno forte se ci riferiamo a una statua in bronzo eretta nella Milano del 2006 in onore di un uomo con diversi scheletri nell’armadio. La storia certo, va sempre ricordata, ma cosa ne penseremmo se qualcuno decidesse di dedicare una statua in un giardino pubblico a Benito Mussolini?

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