312 d.C – Quando Costantino attraversò la Val Susa

di Carlo Cumino

Primavera dell’anno 312 dell’era corrente.

L’Impero Romano è travolto dalla guerra civile. Pochi anni prima, l’imperatore Diocleziano aveva riformato il governo dell’Impero con la “Tetrarchia”, dividendo l’impero fra due Augusti (gli imperatori) e due Cesari (i loro vice, che sarebbero dovuti succedere a loro), ma alla morte dei quattro tetrarchi la guerra per il potere era ricominciata e due dei protagonisti erano proprio Massenzio e Costantino, figli rispettivamente dell’Augusto Massimiliano e del suo successore e Cesare Costanzo. Entrambi giovani ed entrambi acclamati augusti dalle rispettive legioni alla morte dei quattro tetrarchi, cosa che il loro scontro inevitabile.

In quanto erede di Costanzo, Costantino ha ereditato dal padre il controllo della Britannia e della Gallia, cosa che gli rende possibile il passaggio in Italia, territorio controllato dal suo rivale, conquistando la città di Segusium per poi marciare verso l’allora Augusta Taurinorum.  Ad attenderlo trova davanti alla Porta Segusina le truppe guidate dal pretorio di Massenzio (Ruricio Pompeiano).

Costantino è giovane, ma non ingenuo. È cresciuto sui campi di battaglia con suo padre in una delle provincie più lontane dell’impero. Sa come si fa la guerra e scorgere i punti deboli dei suoi avversari, e nota che fra le truppe di Pompeiano vi è un reparto di cavalieri persiani (i catafratti) potente, ma lenta nei movimenti, che avanza in formazione a cuneo… e il giovane imperatore coglie l’occasione! Ordina quindi al centro del suo esercito di indietreggiare, mentre i catafratti vanno avanti. E più il centro indietreggia più i cavalieri di Pompeiano vengono circondati dalle truppe nemiche, che hanno la meglio grazie anche alla loro cavalleria leggera, più agile e veloce! Le truppe di Ruricio cercano allora di rientrare in città in cerca di rifugio, ma i cittadini scelgono di schierarsi con il vincitore e chiudono loro i cancelli della città.

È la prima delle tante vittorie di Costantino in Italia che culmineranno a Ponte Milvio il 28 ottobre dello stesso anno: la battaglia di Torino. Una battaglia oggi poco ricordata dai testi scolastici e di cui è difficile identificarne con sicurezza i luoghi esatti, ma sappiamo che appena giunto in Piemonte Costantino conquistò Segusium, cioè conquistò Susa!

Quindi il futuro imperatore cristiano arrivò a Torino dalla Val di Susa risalendo l’antica Via Cozia, passando molto probabilmente accanto a luoghi a noi molto famigliari come il monte Pirchiriano (dove oggi c’è la Sacra di San Michele) o il Musiné (che secondo leggende tardive sarebbe stato il luogo della famosa apparizione in Cielo del simbolo cristiano che Costantino fece poi applicare sulle insegne delle legioni) e magari ha osservato le truppe nemiche dalla collina di Rivoli e magari lo scontro avvenne lungo l’attuale Corso Francia o il confine attuale fra Collegno e Grugliasco … Non è certo, ma molto probabile!

Nelle sue lezioni su Costantino I il noto storico torinese Alessandro Barbero ha affermato varie volte che tutta la vita del noto imperatore romano è stata una “marcia verso oriente” – partita da Eburacum (York) e conclusasi presso l’attuale Istanbul – ma in gran parte ignoriamo che l’inizio della parte italiana di tale marcia ha avuto come teatro luoghi a noi famigliari e che fanno parte della nostra quotidianità.


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