Sembra passato un secolo

di Elena Carnevali*

Un anno fa, ad agosto 2019 Salvini dal Papeete aveva chiesto pieni poteri, l’Italia viveva settimane di forte tensione sociale e in Europa eravamo solo comparse passive.

Nelle difficoltà che comporta un’alleanza eterogenea, a dodici mesi di distanza, mi sento di dire che la scelta di assumerci la responsabilità di governo è stata difficile ma corretta.

Non era scontato ma adesso siamo tornati ad avere rappresentanti seri nelle stanze istituzionali, a far sentire la nostra voce in Europa e a portare avanti politiche di giustizia sociale e di rilancio economico, seppur in una situazione che allora non avremmo mai immaginato.

È passato solo un anno ma a ripensarci sembra trascorso molto più tempo. Lo tsunami del Covid-19 ha segnato in modo indelebile questi mesi di dolore e resilienza. Adesso la situazione è migliorata ma non è assolutamente il momento di abbassare l’attenzione. Il virus non è scomparso (senza andare troppo lontano, basta vedere i dati di tanti paesi europei) e le parole chiave sono sempre le stesse: prudenza e responsabilità. Il negazionismo – promosso purtroppo anche da rappresentanti politici – è un atteggiamento intollerabile e pericoloso. Come ha detto il Presidente Mattarella, libertà non vuol dire avere il diritto di far ammalare gli altri. Indossare la mascherina, lavarsi le mani e mantenere il distanziamento sono una questione di rispetto e di poche regole di saggia prevenzione.

L’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha indicato il tasso di incidenza del virus su 100 mila abitanti: l’Italia registra un 5,7; la Germania 8,4; il Regno Unito ha il 12,6; la Francia 19; la Croazia ha il 25,3; la Spagna ha il 53,6 e la Romania ha il 75,1. L’Italia si trova, dentro questa graduatoria, ad essere il Paese meglio collocato. Non dobbiamo vanificare il lavoro fatto negli ultimi mesi (evidenziato anche dal Premio Nobel Paul Krugman sul New York Times) e continuare a seguire le regole essenziali per la prevenzione. Garantire salute e sicurezza e sconfiggere la paura sono gli antidoti migliori per una ripresa sociale ed economica.

In questi giorni stiamo lavorando alla presentazione del programma per sfruttare i 209 miliard in arrivo dall’Europa grazie al Recovery Fund. Visione, concretezza ei rapidità: queste le parole chiave per un piano di riforme strutturale. È stato anche raggiunto l’accordo sul DL Agosto. Un altro passo avanti importante per il rilancio della nostra economia, partendo anzitutto dal lavoro. Sono stati stanziati fondi specifici a diversi settori come la scuola, gli enti locali e le imprese. Con i 25 miliardi contenuti nel decreto, sono 100 i miliardi investiti dall’inizio dell’emergenza per le famiglie, i lavoratori e le imprese. Per ripartire, insieme.

*deputata del PD

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