Addio a Chadwick Boseman, il volto degli eroi afroamericani

di Carlo Cumino

In questi giorni cade negli Stati Uniti l’anniversario della marcia per i diritti civili condotta da Martin Luther King nel 1963. Quest’anno l’anniversario è caduto in un periodo particolare che sarà ricordato dalla comunità afroamericana non solo per la campagna elettorale in vista delle presidenziali e le manifestazioni del movimento Black Lives Matter, ma anche per la morte dell’attore Chadwick Boseman, avvenuta il 28 luglio.  

Chadwick aveva 43 anni ed è morto per un cancro al colon contro cui combatteva da quattro. La sua non è quindi una morte dovuta alle violenze delle forze dell’ordine, ciononostante la sua scomparsa è resa iconica dai ruoli a cui ha prestato il suo volto in questi anni. 

Gran parte del pubblico conosceva Chadwick Boseman per il ruolo del supereroe Pantera Nera (Black Panter) nei film della Marvel, un personaggio molto importante nella cultura pop e del fumetto statunitense. Black Panter è infatti il primo supereroe di colore, creato dalle menti dei due mostri sacri dei comics americani degli anni ’60 – Stan Lee e di Jack Kirby – come alleato dei Fantastici Quattro.

Già nel 1963 avevano affrontato il tema della discriminazione creando gli X-Men (un gruppo di giovani mutanti – umani nati con super poteri – che si batteva per la convivenza pacifica con le persone normali, scontrandosi con la fazione mutante più radicale) ma fu solo con la creazione di Black Panter tre anni dopo che gli autori hanno potuto offrire un personaggio nero in cui potessero rispecchiarsi anche i lettori afroamericani, aprendo poi la strada all’introduzione di personaggi oggi iconici come Joe Robertson (giornalista amico di Spider-Man), Tempesta degli X-Men (di origine kenyota), il mezzo-vampiro Blade e molti altri!

Ma malgrado l’importanza di T’Challa (vero nome del supereroe) sarebbe riduttivo ricordare Boseman solo per il suo ruolo da supereroe. Esso non rende l’idea di un attore giovane e versatile che nel corso della sua carriera ha interpretato altre icone della comunità afroamericana, con la differenza che si trattava di persone realmente esistite!  

Il suo primo ruolo in un film fu infatti quello di Jim Brown (giocatore di football americano che entrò nella squadra della città negli anni ’50 del XX secolo) nel film The Express del 2008 a cui poi seguì nel 2013 il suo primo ruolo come protagonista in 42 nei panni di Jackie Robinson (primo giocatore di colore di baseball della Major League) a cui poi l’anno successivo seguì il ruolo di James Brown in Get On Up, fino a La marcia per la libertà del 2017, dove l’attore ebbe l’onore di interpretare il giovane Thurgood Marshall (avvocato nero degli anni ’40 che anni dopo divenne il primo giudice di colore della Corte Suprema).

Come molti altri suoi colleghi afroamericani quali Morgani Freeman o Samuel L. Jackson (anche lui volto dei film Marvel) o James Earl Jones (voce originale di Dart Fener nella saga di Star Wars) Boseman ha portato sullo schermo storie che parlavano in maniera chiara e tonda di quel razzismo mai superato dal suo paese e che oggi lo consacrano a nuova icona nella lotta per i diritti civili, e ciò non può che far venire in mente una frase del suo personaggio più famoso: “Nella mia cultura la morte non è la fine. Viene considerata un punto di partenza.

Addio, re T’Challa!

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