Verso il 20 settembre: le motivazioni di chi sostiene il “no”

di Athena Pesando

Il 20 settembre si avvicina, molti ancora indecisi sul referendum. Sono andata a scambiare quattro chiacchiere con Paolo Spataro, segretario dei Giovani Democratici di Grugliasco, per cercare di chiarirci un po’ le idee sentendo pareri diversi.

<È un referendum confermativo legato a una legge costituzionale: vengono proposte delle modifiche a degli articoli, nello specifico in questo caso si tratta del 56, del 57 e del 59, e il cittadino decide se dare il proprio consenso oppure no – premette – Io sono per il no, anche se comprendo il punto di vista di chi è più orientato al si, è una questione delicata. Il messaggio della campagna per il si è stato “andiamo a tagliare i costi, ad attaccare la casta politica fatta di truffatori e ladri”, il solito populismo abbastanza becero. 54 milioni l’anno per il cittadino comune sono tanti, nessuno di noi comuni mortali vedrà mai tanti soldi in tutta la sua vita, ed è normale che sembrino una cifra enorme… in realtà non sono così tanti se pensi a cosa puoi farci: forse puoi ristrutturare dieci istituti scolastici, per carità il risparmio c’è, ma non è così elevato da dire “okay tagliamo e facciamo una riforma”, per quelle ci vogliono i miliardi>.

Si collega poi al paragone che sta girando ultimamente online, che vuole un risparmio di circa un euro all’anno per ogni cittadino <Preferisco spendere un euro l’anno ed essere rappresentato in parlamento che tenermelo e perdere di rappresentanza. Non è un taglio pensato come quello che era stato proposto dal governo Renzi. In quel caso l’idea era sciogliere il bicameralismo perfetto: camera e senato che fanno lo stesso lavoro, ma il senato sarebbe stato composto da rappresentanti delle regioni, andando di fatto a compensare. Ora il cittadino non sarebbe rappresentato. Va contato inoltre che alcune province rimarrebbero senza un esponente, quei cittadini non avranno un loro rappresentante ma dovrebbero affidarsi ad altri che non conoscono la realtà della zona e del territorio. Lo stesso discorso si applica ai parlamentari esteri che già ad oggi sono pochi>.

Sulle posizioni del Partito Democratico commenta <Ora, so che alcuni esponenti del PD hanno cambiato idea sul no. Zingaretti dice che la legge elettorale verrà cambiata e terrà conto del taglio in modo da non far perdere la rappresentanza, quel che dico io è che l’unica cosa che si compra a scatola chiusa sono i cioccolatini. La Costituzione ha una base politica: è stata scritta da comunisti, cattolici,socialisti, liberali… ed essa stessa dice che può essere cambiata, ma solo migliorandola. ogni partito sfrutta il suo canale per comunicare e dire la sua in merito, come è giusto che sia, per informare il cittadino>.

Conclude commentando l’obiezione di chi sostiene il no dicendo che faciliterebbe la corruzione <Sinceramente voglio pensare che non ci siano davvero dei parlamentari corrotti e che chi si occupa di politica lo faccia per i cittadini, nel modo più trasparente possibile>.

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