Agli svizzeri piace scavare tunnel

di Nicola Ginoble

L’inaugurazione del tunnel del Monte Ceneri mette la parola fine a un’avventura ingegneristica iniziata quasi 30 anni fa. Il progetto NTFA (Nuova trasversale ferroviaria alpina) o Alptransit – che comprende in particolare i trafori del Lötschberg, del San Gottardo e del Monte Ceneri – è un buon esempio dei pregi del sistema politico svizzero.

Seppure con tutte le sue lungaggini e i suoi compromessi, la democrazia diretta svizzera ha un vantaggio non indifferente: una volta che un progetto è accettato nelle urne, può essere concretizzato senza troppi ostacoli. Contrariamente ad altri progetti simili – pensiamo ad esempio alla linea Torino – Lione, la cui costruzione è frenata da numerose opposizioni – la NTFA non è mai stata teatro di manifestazioni ostili. Una volta accolto dal popolo nel settembre 1992 con il 63,6% di sì, il progetto ha potuto svolgersi senza particolari intoppi. Coloro che si opponevano per ragioni finanziarie ed ambientali, ad esempio i Verdi, hanno accettato il verdetto delle urne senza se e senza ma.

L’entrata in servizio della galleria del Monte Ceneri rappresenta una rivoluzione nei trasporti ticinesi. Il tempo di percorrenza tra Bellinzona e Lugano sarà ridotto di un terzo, da 27 a 19 minuti. Quello tra Lugano e Locarno ancor di più, da 50 a 29 minuti. Inoltre, delle linee saranno potenziate. Secondo alcuni, questo cambiamento potrà dare la spinta alla creazione di una “Città Ticino”, ossia un unico grande agglomerato cantonale.

L’impatto sarà importante anche sul traffico internazionale. L’anno prossimo sarà possibile raggiungere Milano da Zurigo in meno di 3 ore e 20. Quando poi saranno portati a termini altri lavori, anche sulla tratta italiana, il tempo di percorrenza si abbasserà ulteriormente a circa 3 ore, 40 minuti in meno rispetto ad oggi. Con l’apertura della galleria di base del San Gottardo nel 2016, la durata del tragitto si era già accorciata di mezz’ora.

La riduzione dei tempi di percorrenza è però solo uno degli obiettivi di Alptransit. L’altro, ancora più importante e stabilito nella Costituzione svizzera dopo l’iniziativa delle Alpi accettata nel 1994, è di trasferire il traffico merci dalla strada alla ferrovia. La relativa legge esige una riduzione del numero di transiti di veicoli pesanti attraverso le Alpi dagli 1,4 milioni all’anno del 2000 a 650’000. Un obiettivo che in teoria avrebbe dovuto essere raggiunto due anni dopo l’apertura del tunnel di base del San Gottardo, ma che è ancora lontano, anche se il numero di mezzi pesanti è in calo.

Le gallerie di base sono comunque il perno di questa strategia, poiché permettono da un lato di aumentare le tracce attribuite ai treni merci e soprattutto – essendo ormai linee di pianura – di aumentare la lunghezza dei convogli, passando da 500 metri a 740 metri. Il tunnel del Monte Ceneri permetterà di potenziare la linea verso Chiasso e Milano. Il traffico merci lungo il corridoio nord-sud, che attualmente transita soprattutto lungo le linee del Lötschberg/Sempione e la Bellinzona/Luino/Gallarate, avrà così un nuovo sbocco importante.

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