Da domani il Piemonte possibile zona arancione: cosa cambia?

Domani è atteso il nuovo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità. Con le nuove valutazioni degli esperti sulla situazione epidemiologica in Italia, dovrebbe arrivare anche qualche cambiamento alla mappa del Paese, diviso al momento in tre diverse zone di rischio a cui corrispondono misure anti-coronavirus più o meno severe.

Gli occhi sono puntati specialmente su due delle prime Regioni a finire in zona rossa, quella in cui si è di fatto tornati a una sorta di lockdown: si tratta di Lombardia e Piemonte che da diversi giorni riportano dati non solo in netto miglioramento, ma anche compatibili con il quadro della zona arancione, dove sono in vigore restrizioni un po’ meno rigide.

Il cambiamento più grande, se la regione dovesse ‘diventare arancione’, consiste nel venire meno del divieto di spostamento all’interno del proprio comune. In zona arancione è possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione sempre nei confini del comune dove si vive e rispettando il coprifuoco, che per le zone arancioni rimane valido dalle 22 alle 5.

Anche nelle zone arancioni è invece vietato spostarsi al di fuori del proprio comune e della propria regione salvo che per comprovate necessità e motivi di lavoro, studio e salute. Rimane consentito, analogamente a quanto accade nelle rosse, andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti senza limiti di orario. Così come è consentito uscire per “raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti”. Tutti questi spostamenti – si legge nelle Faq del Ministero – dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario”. È consentito anche se “fortemente sconsigliato” anche spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni.

Negozi, ristoranti e centri commerciali

Rimangono invece chiusi al pubblico, anche nel caso di passaggio a zona arancione, bar pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie (ad esclusione delle mense e del catering) che possono continuare a effettuare esclusivamente servizi d’asporto (fino alle 22) e a domicilio. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nelle adiacenze dei locali. A poter aprire in area arancione sono invece i negozi di tutti i tipi (non più soltanto quelli alimentari), compresi quelli di estetica e i centri commerciali (che però rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi).

Scuole

Non ci sarebbero cambiamenti per gli istituti superiori e professionali: anche in area arancione è prevista la didattica a distanza al 100. Rimango aperte, ovviamente, scuole elementari e dell’infanzia. Per quanto riguarda le medie, le lezioni dovrebbero tornare a essere in presenza anche per gli allievi di seconda e terza.

Trasporti, sport e cultura

Invariata con la ‘promozione’ a zona arancione la situazione dei trasporti pubblici, sui quali permane il limite di capienza del 50%. Stessa cosa per l’ambito sportivo e culturale: rimangono chiusi teatri, cinema, piscine e palestre.

Per ulteriori approfondimenti si invita a fare riferimento al sito del Governo dove si trovano le domande frequenti (e le risposte) sulle misure adottate dal Governo

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