Il PD si fonda sulle primarie

di Umberto D’Ottavio

Mi sembra che una possibile sintesi del dibattito in corso sul futuro di Torino possa passare dalla scelta dei candidati a sindaco e dal metodo con il quale verranno scelti.

Questo riguarda tutti gli schieramenti.

Ci sono in campo diverse opzioni, tutte legittime, ma con risvolti sul futuro di Torino molto diversi.

Uno, più semplice, è quello di far decidere ad un tavolo romano, che pur rispettoso di attenzioni locali, non può che concludersi con una spartizione decisa dai leader. Mi sembra questo il metodo già scelto dal centro destra e che anche nel centro sinistra ha dei sostenitori, soprattutto in chi pensa ad una “indispensabile intesa PD-M5S”.

Il secondo è quello della scelta locale, prevede la formazione di una coalizione e poi la condivisione di un metodo sia per la costruzione di un programma sia per la scelta del candidato.

Il PD, principale forza del centro sinistra, si fonda sulle primarie, che sono considerate lo strumento di partecipazione per eccellenza ( sono state anche presentate proposte di legge per regolamentarle, ispirate al modello americano). Le primarie hanno il pregio di rendere pubblico e partecipato il dibattito e si fondano sul rispetto dell’esito da parte dei partecipanti.

Da quando è nato il PD, nel 2007, a Torino sono state fatte nel 2011. Furono vere e combattute e portarono alla candidatura di Piero Fassino. Nel corso del tempo si è affermato anche il principio che sono obbligatorie quando si cambia sindaco, alla fine del secondo mandato con un nuovo candidato perchè si considerano le primarie il modo migliore per farsi conoscere, per presentare proposte e raccogliere consensi prima della vera campagna elettorale.

Per questo nel 2021 a Torino le primarie sono per il PD irrinunciabili e si deve trovare il modo migliore per poterle svolgere. Inoltre, solo da un dibattito pubblico e partecipato, può nascere ed affermarsi un nuovo gruppo dirigente forte e rispettato, capace di essere interlocutore dei soggetti culturali, sociali ed economici della Città.

Mi pare che questo sia anche il percorso stabilito dagli organi dirigenti del PD e, “purtroppo” il PD è un partito democratico e chi penso che chi voglia saltere le regole non faccia il bene di questo partito e neanche di Torino.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *