Una targa importante, era il 1938 a Collegno….

di Davide Morra

In occasione della Giornata della Memoria 2021, l’Amministrazione Comunale di Collegno e l’ASLTO3 hanno posato nell’ingresso aulico del portale Juvarano una targa a ricordo del  personale medico, paramedico epurato dal servizio attivo nel 1938 in attuazione delle leggi razziali.

L’impulso per l’apposizione della targa commemorativa è partito dal Consiglio Comunale della Città di Collegno che – nella seduta del 13 ottobre 2020 – ha approvato all’unanimità una mozione con cui indicava necessaria l’apposizione di un segno visibile che ricordasse l’abominio delle leggi razziali e come l’attuazione delle medesime avesse anche interessato il territorio comunale.

Ricostruiamo brevemente l’applicazione delle leggi razziali a Collegno. Con l’approvazione delle prime leggi nel 1938, le Prefetture d’Italia iniziarono ad impartire alle amministrazioni locali precise e severe disposizioni circa le procedure amministrative da seguire per “censire” – o per meglio dire “schedare”gli ebrei stabilmente residenti nei differenti comuni d’Italia. Il 12 settembre 1938, fu trasmesso alla Prefettura di Torino da parte dell’Amministrazione Comunale di Collegno  il telegramma contenente i dati relativi al censimento degli Ebrei: due famiglie composte da  due membri, una composta da un solo componente (dimoranti tutte nella zona a ridosso di Corso Francia – Fraz. Regina Margherita) e quattordici fra uomini e donne ricoverate presso il locale Ospedale Psichiatrico o la sede decentrata del Ricovero Provinciale di Savonera . I pazienti censiti erano per la maggior parte di casi uomini celibi, di origine piemontese e prima del ricovero dimoranti in Torino e Moncalieri. Le donne, due vedove, una nubile ed una coniugata erano tutte casalinghe dimoranti in Torino, Padova ed una ricoverata a Collegno con origini e provenienza polacca.

La direzione dell’Ospedale Psichiatrico di Torino, nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 18 novembre 1938 recepì immediatamente le disposizioni in merito al censimento dei dipendenti israeliti e contestualmente richiedeva ai “… nostri sanitari di razza ebraica la denuncia della loro posizione nei riflessi della Legge stessa…..e le particolari esigenze del servizio per la sostituzione con elementi ariani …”. Nella seduta successiva del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Psichiatrico, il Presidente riferiva di aver “…notificato ai dottori Imber, Levi, Treves, il loro collocamento in congedo dal 1 gennaio 1939 con invito a lasciare il servizio per tale data…” contestualmente informava il Consiglio di amministrazione di “… aver denunciato a S.E. il Prefetto i nomi dei Sanitari ebrei ed i provvedimenti adottati…. e la modifica del Regolamento per l’esclusione degli ebrei dai concorsi e nomine”.

A distanza di oltre ottant’anni dall’applicazione delle leggi razziali ed alla quasi totale scomparsa dei testimoni dell’epoca, si assapora ulteriormente il valore inestimabile delle fonti archivistiche. La ricostruzione dettagliata delle vicende è stata possibile grazie alla consultazione dell’Archivio Storico della Città di Collegno e dell’Archivio Storico dell’Ospedale Psichiatrico (conservato presso la biblioteca medica dell’ASL TO3 che trova sede nell’ex padiglione otto del complesso manicomiale collegnese). Nelle pieghe dei bilanci degli Enti conservatori è più che mai necessario che si individuino risorse per le continue opere di restauro, catalogazione, digitalizzazione dei fondi archivistici oltre a costanti ed approfonditi percorsi di aggiornamento per gli addetti preposti alla conservazione di questi “tesori di carta”. Una sfida ardua, non impossibile, che permetterà alle future generazioni di conoscere  il passato delle proprie Comunità e delle istituzioni sanitarie che hanno caratterizzato il territorio.

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