Musica e spettacolo

Ernia al Flowers Festival di Collegno: un viaggio nella memoria tra barre, affetti e identità

Più che un concerto, quello di Ernia al Flowers Festival di Collegno è stato un racconto in musica. Sul palco il rapper milanese ha portato Per soldi e per amore, l’album che più di ogni altro nella sua discografia mette al centro la memoria personale, gli affetti e il rapporto con le proprie origini. Un live che alterna introspezione e impatto, costruito come un dialogo continuo tra passato e presente.

La scaletta si apre con Mi ricordo, manifesto di un percorso che attraversa infanzia, adolescenza e maturità artistica. Le canzoni diventano capitoli di una storia in cui Ernia ripercorre gli anni trascorsi a Milano, gli amici, la famiglia e le scelte che lo hanno accompagnato fino a oggi. Al centro resta la domanda che dà il titolo all’ultimo progetto: quanto delle nostre azioni nasce dall’ambizione e quanto dall’amore?

La forza della scrittura di Ernia emerge proprio nella capacità di trasformare l’autobiografia in un racconto universale. Le sue barre parlano di crescita, di responsabilità, delle contraddizioni della strada e della necessità di restare fedeli a se stessi anche quando il successo cambia prospettiva. La dimensione personale si intreccia continuamente con quella collettiva, restituendo uno spaccato della generazione cresciuta tra la Milano delle periferie e l’esplosione del rap italiano.

Durante il concerto trovano spazio anche i brani più diretti e taglienti, nei quali il rapper osserva con spirito critico la società contemporanea, tra ricerca della visibilità, superficialità e ossessione per l’apparenza. La sua scrittura alterna immagini crude, riferimenti popolari e riflessioni che non rinunciano mai alla componente lirica, cifra distintiva del suo percorso artistico.

Il cuore emotivo della serata arriva con Per soldi e per amore, brano che dà nome all’album e che assume il valore di una dichiarazione di riconoscenza verso gli amici rimasti al suo fianco prima del successo. Ernia dedica spazio a chi ha condiviso con lui gli anni più difficili, raccontando legami costruiti sulla fiducia e non sull’opportunità, in un momento che coinvolge il pubblico ben oltre il semplice ritornello.

Il finale riporta il racconto nella dimensione familiare. Berlino, dedicata alla sorella, e Grato chiudono il concerto con uno sguardo rivolto agli affetti più profondi, celebrando l’indipendenza, la dignità e il valore delle persone che hanno accompagnato il suo percorso. Un epilogo che conferma la direzione intrapresa dall’artista: un rap sempre più maturo, capace di coniugare tecnica, introspezione e autenticità.

Al Flowers Festival, Ernia ha dimostrato ancora una volta come la sua forza non risieda soltanto nell’incastro delle rime, ma nella capacità di trasformare ogni brano in una pagina del proprio vissuto. Un concerto che lascia spazio alle emozioni senza rinunciare alla precisione della scrittura, confermando il rapper milanese tra gli autori più riconoscibili della scena italiana contemporanea.

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