Collegno e Grugliasco ricordino sempre ai giovani i loro martiri del XXX aprile

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Quante volte, e sempre più spesso, sentiamo parole grigie, insinuanti, torve, ambigue, pronunciate anche da rappresentanti del popolo sui festeggiamenti del 25 aprile…

Quante volte assistiamo al tentativo di armare una campagna revisionista della storia, con la quale si vuole ridurre la Resistenza a un fatto marginale della guerra di Liberazione del Paese dall’occupazione nazista e dalle truppe fasciste, schierate in appoggio agli occupanti stranieri?

Siamo ormai alla presenza di un massiccio tentativo di parificazione dei valori, tra chi ha combattuto per la libertà e l’indipendenza nazionale e coloro che si sono posti al servizio dei nazisti, per negarla, quella libertà.

E’ preoccupante che qualcuno accusi le celebrazioni del 25 aprile di ritualità, di distanza dalla concreta realtà della vita quotidiana.Non si possono, non si devono cancellare dalla memoria collettiva le stragi dei civili, compiute con ferocia dai nazisti e dai loro servi fascisti, con il solo intento di sottolineare fatti di sangue successivi al 25 Aprile e creare così un clima di responsabilità comune, nel quale si vorrebbe azzerare ogni differenza tra chi ha combattuto dalla parte giusta e chi ha combattuto dalla parte degli invasori !

Non si può e non si deve cancellare dalla memoria il sacrificio dei nostri giovani, assassinati perché avevano scelto di ribellarsi e combattere per la libertà del Paese, compresi coloro che oggi approfittano di quella stessa libertà per sminuire il loro ricordo.Occorre ogni giorno rinnovare il ricordo di quei giovani, di quelle donne, di quei militari che rifiutarono di schierarsi con la Repubblica di Salò e i nazisti, di quegli operai fucilati per aver combattuto a cominciare dalla fabbrica, dei civili massacrati e di quelli deportati nei campi di sterminio e nei lager tedeschi.In questo senso, in ricordo di tutte queste persone che hanno riscattato gli italiani, dopo la vergogna del fascismo, mi voglio ricordare un’affermazione di Piero Calamandrei, fatta all’indomani della Liberazione. Egli disse: “Abbiamo ritrovato la Patria”.Ed è stato così.L’Italia si ritrovò, dopo il disastro nazifascista, con i fratelli Cervi, con i martiri delle fosse ardeatine, con Salvo d’Acquisto, con le vittime innocenti di Boves, Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema e, tra i 68 martiri di Collegno e Grugliasco.

Ricordiamolo, oggi, quest’ultimo episodio tragico, significativo di quei duri anni di di ferro e di fuoco, di rabbia, di entusiasmi, lo dobbiamo ricordare con slancio per le future generazioni … il testimone che ci hanno lasciato i combattenti per la Libertà deve continuare ad essere trasmesso ai giovani … solo così si manterrà vivo il ricordo ed i loro nobili ideali.

I circoli PD di Grugliasco e Collegno

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