Musica e spettacolo

Alessandra Amoroso “Tutto Accade Tour” al Palalpitour

Alessandra Amoroso si toglie i tacchi e si scatena sulla pista da ballo, trasformando il Palalpitour in una gigantesca discoteca. Non c’è solo questo, però. L’intero show è una celebrazione
del mondo ultrapop della cantante salentina.

Che non è poi così inconsistente e frivolo. Non tanto perché poggia su una solidissima base fatta degli oltre 40 Dischi di platino che ha collezionato tra dischi e singoli in questi
quattordici anni trascorsi da quando ha vinto il talent più popolare della tv italiana.

L’altra chiave di lettura Alessandra Amoroso ce la suggerisce appena nel cuore esatto del suo concerto, quando passa in rassegna uno dopo l’altro i suoi classici cantati tutti all’unisono con i fans nel parterre trasformato in platea con i posti a sedere e quelli seduti tutt’intorno sugli spalti: all’improvviso lo show si trasforma in un revival del pop italiano degli anni a cavallo tra i Duemila e i Duemiladieci. Che ci ricorda, se ce ne fosse bisogno, di quanto quel pop, negli ultimi anni tanto bistrattato fosse più autentico, genuino e vero del nuovo.

Sul palco, accompagnata dalla band composta da Davide Pieralisi, Alessandro Magnalesche e Davide Aru alle chitarre, Ronny Aglietti al basso, Dado Pecchioli alla batteria,
Roberto Bassi alle tastiere, Luciana Vaona e Pamela Scarponi ai cori, la popstar è una macchina da guerra, che non si ferma praticamente mai, tra balletti, cambi d’abito.

E di fronte ai fans mostra tante sfaccettature quanto le foto in miniatura sulla copertina del suo ultimo album “Tutto accade”, che dà il titolo al tour:
c’è la Amoroso che sorride, quella che urla, quella che si spettina, quella che si annoia, quella che ammicca all’obiettivo della fotocamera, quella che riflette, quella che fa le smorfie.


Visual coloratissimi, fontane pirotecniche, coreografie che coinvolgono una ventina di ballerini: lo show è una riproposizione in miniatura di quello che lo scorso luglio ha visto la
cantante salentina esibirsi per la prima volta in carriera con un concerto tutto suo allo Stadio San Siro di Milano, diventando la seconda donna nella storia dopo Laura Pausini.

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