Donare il sangue significa donare futuro: il valore inestimabile della solidarietà e dell’Avis di Collegno.
Ci sono gesti che richiedono poco tempo, ma che possono cambiare profondamente la vita di una persona. Donare il sangue è uno di questi. Un gesto semplice, volontario e gratuito, capace di trasformarsi in una possibilità di cura, in una speranza concreta e, talvolta, nella possibilità stessa di continuare a vivere.
Dietro ogni donazione c’è una storia, spesso lontana dagli occhi di chi compie questo gesto, ma incredibilmente vicina al suo significato più profondo. Il sangue, infatti, non si può produrre artificialmente: per affrontare interventi chirurgici, incidenti, malattie oncologiche e numerose altre patologie, il contributo dei donatori è indispensabile. Durante le operazioni chirurgiche ad esempio è assolutamente fondamentale avere un certo numero di sacche per operare in sicurezza, ciò vuol dire che se non sono nella disponibilità del medico che opera, l’intervento non può nemmeno iniziare.
È proprio per questo che realtà come l’AVIS di Collegno svolgono un ruolo fondamentale per la nostra comunità. Non si limitano a promuovere la raccolta di sangue, ma costruiscono quotidianamente una cultura della solidarietà, coinvolgendo cittadini, sensibilizzando le nuove generazioni e ricordando quanto ciascuno possa fare la differenza. Una presenza preziosa, fatta di volontariato, impegno e attenzione verso gli altri. Sono oltre 800 i donatori attivi iscritti a questa associazione e oltre 1.000 le donazioni che si concretizzano ogni anno.
A raccontare meglio di qualsiasi parola il valore della donazione è una lettera che una mamma ha scritto, qualche tempo fa, al notiziario AVIS. Una testimonianza che merita di essere condivisa e che riportiamo nelle sue parole:
«Voglio ringraziare tutti i donatori dell’AVIS che come me credono nella nostra Associazione e, mai come adesso, grido forte donate sangue.
Mio figlio, di soli 4 anni, a luglio si è ammalato di leucemia, e Dio solo sa quante trasfusioni ha avuto di tutti i derivati del nostro buon sangue.
Per fortuna la malattia non è stata delle più aggressive e dopo mesi di chemioterapie stiamo vedendo risorgere il sole, ma quanta sofferenza.
Grazie di cuore a tutti i donatori che con il loro sangue hanno permesso a mio figlio di avere ancora un futuro, senza di loro tutto il resto sarebbe stato inutile.
Una mamma».
Sono parole che non hanno bisogno di grandi commenti. Raccontano la paura di una famiglia, la sofferenza di una madre, ma soprattutto la forza della solidarietà e di quanto questa sia capace di arrivare dove spesso nemmeno immaginiamo. Quel sangue donato volontariamente da persone che non conoscono il destinatario è diventato, per un bambino di appena quattro anni, una concreta possibilità di futuro. È questa la straordinaria ricompensa di una donazione: sapere che un piccolo gesto personale può rappresentare qualcosa di immenso per qualcun altro. Non sempre conosceremo le persone che aiuteremo, non sapremo i loro nomi né le loro storie, ma potremo essere certi di aver contribuito a offrire loro una possibilità in più. Per questo l’invito è a non rimanere indifferenti. Diventare donatori significa scegliere di esserci, mettere a disposizione una parte di sé per il bene della collettività. E significa sostenere anche il lavoro quotidiano dell’AVIS di Collegno, affinché questa catena di solidarietà possa continuare a crescere.
Perché donare sangue non significa soltanto aiutare qualcuno oggi: significa regalargli la possibilità di esserci domani.
