Oltre a lavarsi le mani, i consigli della psicologa

di Chiara Lovera*

E’ normale sentirsi spaventati: nel corso della giornata possono essere molti i pensieri che affollano la nostra mente e potrebbero anche essere negativi se non catastrofici. Occorre trattare i pensieri come tali, cioè come un prodotto della nostra mente passeggero e non come un dato oggettivo.

Se l’ansia dovesse prendere il sopravvento non esitare a contattare il proprio medico o ad usufruire di un servizio psicologico di sostegno all’emergenza coronavirus.

La tecnologia (smartphone, internet …) in questo momento può essere un’ utile alleata per accorciare le distanze con i nostri cari : è importante fare attenzione a non occupare la maggior parte delle nostre conversazioni parlando dell’emergenza sanitaria in corso.

E’ importante ricercare informazioni sull’evolvere della situazione esclusivamente attraverso fonti ufficiali ed autorevoli per evitare di allarmarsi inutilmente o incappare in false notizie.  Dedicare alle notizie momenti circoscritti della giornata per evitare di sovraccaricare la mente di informazioni.

Dedicarsi a semplici compiti manuali o ad un’attività rilassante che possa, seppur momentaneamente, spostare la nostra attenzione da pensieri preoccupanti.

 Coltivare la fiducia nei confronti di medici, infermieri e ricercatori che si stanno occupando di curare le persone direttamente colpite  dal contagio.

Ricordare che ciò che stiamo vivendo è transitorio e non definitivo: coltivare la pazienza.

Ricordare come in altri momenti della nostra vita abbiamo affrontato con successo un momento di difficoltà.

Pensare che il nostro comportamento di cura e rispetto delle restrizioni entrate in vigore è un atto di solidarietà verso la collettività e un contributo concreto alla risoluzione dell’emergenza.

*psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva

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