Lettera del Corona Virus agli Umani

Cari Umani, sono il Coronavirus e vi scrivo a nome della famiglia dei virus esistenti sulla Terra e nell’Universo.

Diciamo subito che senza di noi, come ha già detto qualcuno, nessun uomo o donna avrebbe mai potuto vedere la luce del sole. Noi virus siamo antecedenti alle scimmie, vostri antenati, siamo perciò sempre esistiti biologicamente e ontologicamente.

Voglio dirvi, cari Umani, e ve lo dico con rispetto, che non sono io che vi sto uccidendo, non morite perché sono cattivo o perché mi intrufolo e m’insinuo nelle vostre cellule. Voi state morendo per la totale e cinica mancanza di amore e di vera solidarietà e per l’assoluta mancanza di cura per i vostri simili, vostri fratelli e sorelle che muoiono disperati, annegati, angosciati perché a cadere, come se vivessero in una giungla, sono sempre i più deboli.

Voi accettate il paradigma di una società naturale (la legge del più potente, del più resistente, in questo caso di chi è più feroce e senza pietà. In natura il forte divora il debole) anziché una società umana a misura d’uomo. Dimenticate di appartenere alla stessa specie umana, alla stessa famiglia ma purtroppo siete avidi, invidiosi, predatori, rapaci all’inverosimile. Avete raggiunto ricchezze infinite, nonostante tutto vi fate mancare letti, ospedali, infermieri, attrezzature sanitarie per sopravvivere in casi di emergenza. Non avete vero rispetto e vera attenzione verso i vostri anziani.

Muoiono, è vero! Così com’è vero che li maltrattate facendoli vivere in scatole che assomigliano a loculi e gabbie per polli o criceti cosi anche per i condomini, dove vengono accatastati milioni di persone, dove però non manca mai il televisore…Voi, cari umani, date l’impressione di non capire più cos’è la vita, cos’è la meraviglia della natura non fate altro che dissacrare tutto ciò che c’è di sacro e di bello nel vostro mondo.

Certo! Molti di voi sono rispettosi della vita e dell’ambiente in cui vivete ma siete troppo pochi, il resto partecipa, anche passivamente, al disastro sociale e ambientale. La vostra follia è apparentemente organizzata, la vostra follia verte principalmente su basi economiche totalmente ingiuste e incivili, i vostri sistemi organizzativi sono patogeni più di noi virus, anzi ci fanno una concorrenza spietata; quindi smettetela di puntare il vostro indice accusatorio e inquisitorio verso di noi, in questo caso verso di me, Corona virus, o Covid 19 come preferite chiamarmi.

Voi e soltanto voi avete deciso di delegare ogni vostra manifestazione di vita e ogni vostra esigenza ad oscure e sconosciute centrali internazionali di classi dirigenti, incapaci di utilizzare se stessi e voi tutti, a torbidi funzionari che decidono tutto quello che vi occorre, non per la vostra vita ma per la fine della vita, di una vita libera, degna di questo nome.

Siete ubriachi fradici, come qualcuno ha già detto, non soltanto di petrolio, ma di egoismo e di individualismo. Fradici anche di finto e falso progresso, proprio in nome di questo progresso voi avete trasformato il vostro mondo in un luogo fetido e velenoso.   Avete   inquinato l’aria, il suolo, gli animali e voi stessi al punto che dovreste chiedervi se fra non molto sarà possibile vivere sulla terra, se sarà permesso nascere, amare, giocare, creare.

Mi dispiace! Avete pochissime alternative! Le vostre società sono morte, e che cosa si fa con i morti? Si seppelliscono! E smettetela con le vostre terapie intensive, avete messo le intere vostre società in terapia intensiva allungando la vita a una società che è morta da tempo, ad una società che non può più dare nulla a nessuno.

Dovete fare nascere una nuova società e con essa un uomo nuovo. L’attenzione va puntata, non contro di me, ma verso un nuovo futuro. Per questo nuovo parto occorre un piano scientifico e razionale, utile e funzionale alla specie umana, perché voi siete una specie sociale e non potete vivere in un’inquietudine e in uno scontro perenne tra di voi, in una concorrenza infinita senza esclusione di colpi.

 Occorre per questo un piano razionale a misura d’uomo perché viviate come esseri umani, non come topi da laboratorio, pieni di ansie e di incertezze per il vostro presente e futuro, perché la vostra, non è più una vita degna di essere vissuta.

Voi, come disse San Paolo: “voi dovete essere nel mondo non del mondo” non dovete appartenere alla sua follia, al suo cinismo, al suo sadismo economico, alla sua pazzia, e qual è il compito della pazzia? generare altra pazzia.

Ecco il perché di tutti i vostri disturbi psichici, di tutte le vostre malattie nascoste…Noi virus conosciamo bene la natura e sappiamo che la natura, in miliardi di anni, non può selezionare la pazzia… i pazzi sono stati messi  in quarantena nei manicomi…Io, per concludere, vorrei dirvi questo: non sono apparso per distruggervi ma per dirvi che dovete fare il funerale a questa vostra finta civiltà, che merita una sepoltura solitaria, senza fiori e senza onore. Per quanto possa sembrare paradossale voi dovreste ringraziarmi perché vi sto offrendo un’occasione, una possibilità, l’opportunità di riappropriavi della vostra esistenza, riprendere in mano la vostra santa e sacra vita, a partire del rispetto che le dovete e che vi dovete l’un l’atro, abbandonando l’idea che “il gomito possa essere superiore al ginocchio” perché tutti insieme rappresentate lo stesso uomo…Perché tutti siete uguali nei bisogni e per questo non dovrete più essere disuguali nel loro soddisfacimento….

Dettato e firmato dal Coronavirus, scritto da Lillo Baglio.

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7 pensieri riguardo “Lettera del Corona Virus agli Umani

  • Aprile 21, 2020 in 7:07 pm
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    Caro Lillo Baglio,
    a mio modesto avviso questa “Lettera del Corona Virus agli Umani” va non solo divulgata perché più Persone percepiscano e comprendano nascita e dinamica di tale evento biologico che, io credo, è destinato a imprimere una forte accelerazione a consapevolezza e conoscenza su cosa noi Esseri umani ci stiamo a fare qui ora, ma questa lettera andrebbe incorniciata, a futura memoria per chi verrà dopo di noi.

    Si, questo evento rappresenta per l’Umnaità una grande opportunità di Cambiamento e sviluppo che, se lo vogliamo, potrà migliorare la qualità reale della vita per ognuno e tutti.

    Volentieri mi congratulo per la sagacia e per qualità di una scrittura chiara che va diritta al cuore.
    Augurandomi di poterTi leggere presto nuovamente grazie per l’attenzione e Buona serata.

    Giorgio Fornaca

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  • Aprile 21, 2020 in 8:18 pm
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    Molto bello, analizza in maniera spietata e sincera ciò che penso anche io da sempre. Scritto con molta cura, con il cuore e con la pancia. Sarà utile a chi ha bisogno di capire che sta sbagliando e non sono pochi. Bravo Lillo!

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  • Aprile 21, 2020 in 8:42 pm
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    Sei un Grande … Lillo ..
    Mi sono commossa mi è proprio piaciuta hai ragione Bravo caro Amico
    Rosalba

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  • Aprile 22, 2020 in 9:19 am
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    Grande Lillo! Questo tuo scritto, che tocca il cuore, dovresti mandarlo alle istituzioni che in questo momento fanno solo un gran parlare e confondono i poveracci che debbono starsene in prigione. Mi congratulo con te che riesci z esprimere ció che ognuno di noi sente. Ti abbraccio forte.

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  • Aprile 23, 2020 in 12:53 pm
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    La corrispondenza immaginaria, in andata e ritorno, tra Umanità ignava e Sars CoV 2, in più o meno palesata rappresentanza di una Natura finalista, sembra divenuta un secondo virus. Quasi come il vuoto mantra “ce la faremo” riportato sul tricolore steso ai balconi.
    Si moltiplicano così, sia struggenti inni a evidenziare le contraddizioni sistemiche, peraltro indirizzate agli stessi componenti funzionali del sistema, sia improperi al virus “maledetto” che fa soffrire le creature predilette da Dio. Tutti peraltro istintivamente protesi al ritorno alla più miserabile, ma tranquillizzante, “normalità”, anche al prezzo dei minimali adeguamenti d’obbligo.
    Tanti parolai e affezionati proseliti farisei sui supposti “perché”, ma nessun cenno ai “come”, passati, presenti e futuri.
    Per i “come” troppa fatica per disincrostare idee, volontà, liberi ma pigri pensieri e opinioni, tutte rigorosamente democratiche dialoganti. Non sia mai anteporre l’inflessibile dittatura della Necessità ai falsi e fuorvianti concetti di Libertà, da cui finalmente liberarsi.
    Per i “come” passati, presenti e futuri troppa superficiale supponenza, troppa mancanza di conoscenza del dato reale, troppo terrore del cambiamento che rivoluziona, soprattutto se si cominciasse dall’abolire, dal distruggere, dall’eliminare, dal perdere, dal disfare…. lo status quo. D’altra parte anche gli animali slegati dalle catene hanno iniziale paura della vera vita.
    La mia attenzione può essere ormai catturata solo più da chi ha almeno la forza di modificare il linguaggio adeguandolo al futuro, cominciando dall’uso dei verbi ausiliari ”essere” e “avere” e degli avverbi di tempo “sempre”, “mai”, e “adesso”.
    Basta con le più disparate critiche di ciò che non si conosce, gli accorati lamenti, le patetiche rivendicazioni, al rumore parlato o scritto. Basta con le forme che si plasmano all’opportunità.
    L’attenzione merita di essere riservata a chi è veramente indirizzato e proteso, solo più alla vita umana in ricambio organico con la Natura, a chi vede già ora il futuro e per questo, rivalutando l’odio, sogna si trasformi in statua di sale chi si volta indietro. L’attenzione adesso va solo ai più tangibili contenuti, alle questioni pratiche e materiali che capovolgono la prassi.

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  • Maggio 13, 2020 in 1:10 pm
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    Ripetita juvant sempre sul covid 19. Il sig. Carlo Marx dichiarava, nella sua opera “i manoscritti economivci filosofici 1844”, quanto segue:

    “Il male è che milioni di uomini sono in grado di guadagnarsi un misero sostentamento solo con un lavoro faticoso, fisicamente distruttivo e moralmente e spiritualmente deformante; e sono addirittura costretti a considerare una fortuna la sfortuna di aver trovato un simile lavoro”

    Risposta

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