I sindaci protagonisti nella fase 2

di Nicola Ginoble

Oltre il 70% dei cittadini è pienamente soddisfatto dell’operato del sindaco nella gestione dell’emergenza coronavirus e il 62% dei giovani chiede che i primi cittadini abbiano maggiori poteri nelle politiche per la salute: è quanto emerge da un’indagine dell’Istituto Piepoli per l’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni.

Un risultato non scontato, ma è vero che in tutti i Comuni i Sindaci hanno dovuto moltiplicare il loro impegno e sono stati punto di riferimento per la comunità della loro città. Se escludiamo la sindaca di Torino Chiara Appendino, letteralmente scomparsa se non costretta a rispondere a qualche giornalista, tutti gli altri sindaci hanno mantenuto un contatto quotidiano con i cittadini in tutte le forma possibili e immaginate, dalla diretta facebook al passaggio sotto casa con l’amplificatore, per non contare tutte le iniziative di cui sono stati promotori.

Ma che cosa cambierà o deve cambiare nel programma di lavoro dei sindaci dopo questa esperienza? Sono cambiate le priorità?

Innanzitutto, è emerso come l’infrastruttura più urgente è quella del digitale e della rete, delle connessioni e del digital divide, cioè la presenza in ogni casa di un computer connesso ad internet, senza, lo abbiamo visto, significa esclusione.

Subito dopo la comunicazione, sono stati fondamentali gli uffici comunali costituiti a questo scopo e si è vista la differenza e non è solo legata alla dimensione del comune. In questo contesto assume un ruolo importante la comunicazione certificata, forse bisognerà pensare a qualche forma che distingua le bufale dalle verità. Basta pensare a che cosa sta ancora succedendo intorno alle mascherine.

Si potrebbe continuare a lungo sulle cose che questi mesi
durissimi costringeranno i sindaci e i comuni a cambiare le loro priorità, a noi in questo momento ci sembra opportuno segnalare che questo è da fare.

Forse i sindaci dovranno tornare dai cittadini e presentare il loro programma quasi fossero in campagna elettorale. Questa volta non per ottenere il voto, ma per consolidare quel nuovo senso di comunità che loro hanno tenuto insieme in queste settimane difficilissime e speriamo irripetibili.

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