I Comuni lanciano un grido d’allarme sui conti

La massiccia riduzione delle entrate mette in crisi la tenuta finanziaria delle amministrazioni locali e la gestione dei servizi ai cittadini.

Il grido d’allarme sulla tenuta economico-finanziaria dei Comuni, colpiti da Covid-19 a causa delle minori entrate registrate, reiterato in diverse occasioni dal presidente Anci, Antonio Decaro, non obbedisce a una logica allarmistica e propagandistica, bensì si fonda su dati incontrovertibili.

Mentre Governo e Regioni si palleggiano le modalità con cui gestire la fase 2 – riaprire, non riaprire, riaprire quando e come – i 7.904 Sindaci fanno i salti mortali per mandare avanti le proprie amministrazioni. Numerosi e onerosi i compiti cui devono attendere: vigilare sul rispetto delle regole di distanziamento, garantire i trasporti, la pulizia di paesi e città, i servizi di assistenza sociale, nonché la gestione degli spazi pubblici, dal commercio su strada alle autorizzazioni per i tavolini di bar e ristoranti.

Però le casse comunali risultano drammaticamente vuote. Cosa ci dicono infatti i numeri? Le entrate proprie dei Comuni sfioravano i 40 miliardi nel 2019. Ma, a causa del Coronavirus sono stati rinviati gli incassi di circa 12 miliardi. Da aggiungere poi le somme che con alta probabilità non si riuscirà più a incassare e cioè oltre 5 miliardi e mezzo.

Il Governo, ovviamente, conosce la situazione. Infatti, il Ministro Roberto Gualtieri ha previsto uno specifico capitolo nel Dl Rilancio destinato proprio ai Comuni. Ma la cifra inserita copre poco più di metà del buco, solo 3 miliardi. Mancano insomma almeno 2 miliardi per poter mettere i conti in sicurezza e garantire i servizi pubblici essenziali. Entriamo sinteticamente nel dettaglio.

Tari
I Comuni si aspettano nel 2020 un calo del 15% del gettito e cioè 1.341 milioni. E però nel frattempo sono state rinviate le scadenze per cui pochissimi stanno pagando. Cosa accadrà quando arriverà il momento di versare? Alcuni contribuenti, in particolare famiglie in difficoltà economica, si troveranno in affanno. Altri soggetti come i commercianti che sono rimasti chiusi, e così alberghi, bar, ristoranti, ma anche le università chiederanno semplicemente e a buon diritto di non pagare nulla per i mesi di forzata chiusura e di pagare meno per il periodo di apertura con posti limitati. A dare manforte ai contribuenti è l’Arera, cioè l’authority per l’energia, la quale il 7 maggio ha stabilito alcuni criteri per ridurre le tariffe Tari e per agevolare le famiglie in difficoltà economica, senza però chiarire a carico di chi peseranno le agevolazioni, visto che il costo del servizio di gestione dei rifiuti  va coperto integralmente.

Imu
Il calo d’incassi è stimato solo dell’8%, però con la perdita stimata per un miliardo e 155 milioni di euro.
Multe. Divieti di sosta, eccessi di velocità e mancati stop ai semafori portano 1,8 miliardi all’anno nelle casse dei Comuni. Ma nel 2020, con le vetture rimaste per mesi ferme e con i vigili urbani impegnati a tenere d’occhio gli assembramenti di pedoni, si stima una perdita di gettito di 440 milioni, pari a un quarto del totale.

Fitti e concessioni
Il patrimonio immobiliare dei Comuni si valorizza spesso in occasione di fiere e convegni. Attività però bloccate a fine febbraio e che difficilmente riapriranno entro l’anno. Di conseguenza il calo del 22% appare anche qui prudenziale.

Imposta di soggiorno
Un’entrata particolare che spetta solo ai Comuni turistici. Nel 2019 ha fruttato in totale 572 milioni. Quest’anno la perdita dovrebbe aggirarsi intorno al 65% del totale. Il Governo vorrebbe riconoscere per questa specifica imposta un ristoro pari a 4 dodicesimi e cioè poco meno di 200 milioni, quindi la perdita prevedibile è di almeno 371 milioni.

Tosap
Il divieto di assembramento ha fatto sospendere le manifestazioni a carattere fieristico, culturale o commerciale che si tenevano nelle piazze italiane. Inoltre, il Dl Rilancio dovrebbe cancellare tale tassa per il mese di giugno. In ogni caso, le regole sul distanziamento impongono di assegnare dove possibile più spazio a bar e ristoranti per la somministrazione all’aperto, senz’altro più sicura di quella all’interno dei locali. Una nota di merito va al Sindaco Antonio Decaro che, a Bari, ha deciso di azzerare la tosap per i tre mesi di forzata chiusura, non facendo pagare nulla per i prossimi mesi anche sugli ampliamenti fino al 50% degli spazi in precedenza assegnati. Agevolazioni importanti che vanno in qualche modo coperte, purtroppo per un importo stimato di 281 milioni.

Affissioni
Si sono ridotte le entrate dalla sosta nelle strisce blu. Ed è diventato notevolmente più costoso il sistema di trasporto urbano perché il numero di mezzi in circolazione sta rapidamente risalendo verso un livello di normalità, mentre gli incassi da biglietti per definizione calano, visti i limiti di affollamento. Perdita stimata intorno al 46% del totale dell’anno scorso.

La questione è aperta e controversa. Vedremo come andrà a finire.

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