Il 2 giugno del 1946 a Collegno

di Davide Morra*

Il 29 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale si era trasformato in “Giunta Popolare di Governo del Comune di Collegno” e  Dante Torello fu nominato Sindaco.

Torello, collegnese d’origine, classe 1899, era un’antifascista della prima ora ed attivista del Partito Comunista Italiano torinese; durante il ventennio pagherà a caro prezzo la sua militanza politica. Arrestato per gli scioperi del marzo 1943 sarà liberato alla vigilia dell’otto settembre, durante il governo Badoglio darà vita al C.L.N. collegnese.

A Dante Torello toccò l’arduo compito dell’avvio della ricostruzione. Fu eletto Sindaco nel 1946 e ricoprì l’incarico per due legislature consecutive. Riscosse ammirazioni da tutti gli esponenti delle forze politiche locali per le sue doti di saggio ed equilibrato amministratore locale. Morì l’undici novembre 1979.  A Torello toccò inoltre l’incombenza di avviare – a livello comunale- le complesse procedure per il ripristino del sistema elettorale.

Il 15 luglio 1945 fu dato l’avvio alla compilazione delle liste elettorali maschili e femminili. Un nuovo e complesso procedimento amministrativo che mise a dura prova gli impiegati comunali dell’epoca che operavano senza  l’ausilio di supporti informatici e soprattutto non potevano beneficiare dell’esperienza del passato per gestire le varie fasi della procedura. I primi elettori ad essere iscritti d’ufficio nelle liste elettorali erano coloro che avevo compiuto il 21 anni di età entro il 31 dicembre 1944 (classe 1923 inclusa). Non potevano esercitare il diritto di voto “i sottufficiali  e soldati del R. Esercito, della R.Marina e della R. Aeronautica finché si trovano sotto le armi; gli individui di grado corrispondente appartenenti ai corpi organizzati militarmente ed a servizio dello Stato”; erano inoltre tassativamente esclusi dall’elettorato “… coloro che hanno ricoperto cariche fasciste indicate nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 02 febbraio 1945…”.

Dopo un lungo procedimento amministrativo e numerose circolari ministeriali e telegrammi prefettizi che impartivano disposizioni operative per sollecitare tutti i Comuni d’Italia alla compilazione delle liste elettorali, il 14 febbraio 1946 fu trasmessa alla Commissione Elettorale Mandamentale di Torino la documentazione relativa al Corpo Elettorale Collegnese: risultavano iscritti 3573 elettori e 4070 elettrici per un totale di 7643 elettori. Il Sindaco Dante Torello ed il Segretario Comunale Dottor Ettore Bompard, firmarono le liste elettorali ponendo fine ad lungo e delicato lavoro che aveva lo scopo essenziale di garantire a tutti gli elettori collegnesi il libero esercizio del diritto di voto.

Contestualmente all’avvio della compilazione delle liste elettorali, fu necessario ripartire il territorio comunale in seggi elettorali, come disposto dalle circolari del ministero per la Costituente: furono istituite le prime nove sezioni elettorali comunali “… in guisa che il numero di elettori di ogni sezione non sia di regola superiore ai 1000 né inferiore ai 100 iscritti”.

Parallelamente all’attività meramente amministrativa occorreva provvedere al reperimento degli arredi funzionali all’allestimento dei seggi elettorali. Le circolari prefettizie e ministeriali impartivano meticolose disposizioni in merito alla tipologia delle urne da impiegarsi durante le votazioni, alle dimensioni dei tavoli elettorali, alle transenne che dovevano incanalare gli elettorali in modo ordinato ai seggi. Il materiale risultava carente ed in particolare le urne non erano sufficienti in quanto ne occorrevano due per sezione elettorale (schede referendum istituzionale ed elezione dei componenti dell’Assemblea Costituente). La fornitura delle urne mancanti fu commissionata alla storica falegnameria locale gestita dei Fratelli Festa. Furono ordinate dieci urne lignee, che dovevano essere realizzate secondo le disposizioni ministeriali, con un costo per l’Amministrazione Civica di 1.400 lire cadauna per un importo totale di 14.000 lire. La fornitura degli arredi dei seggi elettorali (“… in robusto materiale di tinta bruna …” ) fu invece affidata alla ditta Miletto Domenico, con sede  Collegno.

La macchina amministrativa comunale procedette alla revisione dinamica straordinaria delle neo-costituite liste elettorali per determinare con esattezza il corpo elettorale collegnese che avrebbe preso parte al Referendum del 2 Giugno: al termine delle operazioni risultavano iscritti nelle liste elettorali collegnesi 7593   elettori  (così suddivisi 3814 elettori e 3779 elettrici).

Con particolare cura furono allestite le nove sezioni elettorali e l’amministrazione civica collegnese procedette anche alla nomina degli uffici elettorali sezionali. Gli scrutatori furono scelti attingendo dalle liste elettorali comunali: in ogni seggio era rappresentata tutta la società civile locale, peculiarità collegnese era la presenza di molte donne nei seggi in qualità di scrutatrici.

Il seggio centrale constatò che presero parte alla consultazione elettorale referendaria 6352 elettori: 4454 elettori collegnesi indicarono come forma istituzionale per l’Italia la Repubblica, 1561 la Monarchia. Furono inoltre scrutinate 253 schede bianche e 84 schede furono dichiarate nulle.

2 giugno 2020, a distanza di 74 anni dal referendum istituzionale del 1946, le parole di Sandro Pertini, antifascista, membro dell’Assemblea Costituente e settimo Presidente della Repubblica Italiana pronunciate in occasione della ricorrenza della Festa Nazionale del due giugno del 1985 sono più che mai attuali “… Se dietro la Costituzione non ci fosse il sacrificio di migliaia di giovani- militari e civili – caduti sui fronti di guerra, nella clandestinità e nei campi di concentramento nazisti, se ciascuno dei suoi precetti non traesse alimento dalla fede di tutto un popolo essa non sarebbe – come è stata e rimane- la legge fondamentale degli italiani, il patto solenne che l’un l’altro li lega per virtù di una scelta sovrana e libera …”.

*storico e consigliere comunale

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