La pazienza delle donne è finita

di Chiara Barison

Il tempo dei compromessi è finito, ora è il momento della lotta radicale. Ne hanno abbastanza le oltre 200 donne che si sono collegate da tutta Italia per partecipare all’incontro telematico di lunedì 27 luglio, per la presentazione del progetto “Dalla stessa parte”. Tra i vari interventi, non sono mancati quelli di nomi illustri delle diverse generazioni del femminismo italiano tra cui Livia Turco, Cristina Tagliabue, Jasmine Cristallo e Alessia Centioni.

Nell’epoca dei movimenti Break The Silence e Me Too, Dalla stessa parte rappresenta una missione politica costituita da donne portatrici di punti di vista e valori differenti ma d’accordo sul fatto di trovarsi “nel mezzo di un’emergenza” afferma con forza Alessandra Bocchetti scrittrice e attivista di SNOQ?.

L’imputato numero uno è il patriarcato, identificato come la causa del dramma ecologico ed economico che stiamo vivendo. La mancanza d’investimenti pubblici in settori fondamentali quanto strategici, tra cui istruzione e sanità, non ha fatto altro che penalizzare le fasce più deboli della società: giovani e donne.

“Dobbiamo costruire un basta definitivo, con l’emergenza Covid abbiamo capito di essere sole: tocca a noi pensare ad una società diversa” prosegue Bocchetti.

I temi della vergogna di una società sessista come la nostra sono tanti e tutti ugualmente importanti. Il lungo elenco comprende l’accidentato e avvilente percorso da affrontare per ricorrere all’interruzione di gravidanza. Per non parlare della violenza di genere, lo strumento per eccellenza in mano degli uomini che cercano di ristabilire il loro concetto di ordine. Si prosegue con il lavoro, in cui manca tuttora la tanto agognata parità salariale.

E, ancora, l’obsoleta e poco inclusiva idea di famiglia tradizionale che relega le donne ad angelo del focolare senza nessuna prospettiva di affermazione individuale.

Il commosso intervento dell’Onorevole Livia Turco è un monito a non dimenticare i momenti difficili che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, ma anche un ringraziamento a tutte le persone che sono state in prima linea nell’affrontare l’emergenza: “È stato uno spartiacque che mi ha arricchita di umanità e mi dà la forza di costruire un mondo nuovo”.

Jasmine Cristallo evoca la capacità di dialogare delle ventuno madri costituenti, diverse ma unite nel volere l’art. 3* della Costituzione così come lo leggiamo oggi, e dalle quali dovremmo prendere esempio.

Maria Josè Mendez vede la soluzione nell’interculturalità e nell’inclusione attraverso “l’ascolto dell’altro, andando oltre la pluralità dei punti vista per concepire una società aperta” che metta fine a ogni forma di discriminazione.

Per influire nei contesti decisionali è necessario ottenere il riconoscimento di soggetto politico forte, ciò che all’universo femminile ancora manca. Le donne unite potranno cambiare in meglio il mondo, pur senza aver mai pensato di conquistarlo.

*“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

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Un pensiero riguardo “La pazienza delle donne è finita

  • Luglio 28, 2020 in 6:55 pm
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    Bello l’articolo ma ancor di più questa consapevolezza delle grandi capacità femminili di cui abbiamo sempre dato esempio. Ma dobbiamo uscire e farne battaglia comunicativa pubblica…. Se stiamo sempre chiuse nelle chat o nei collegamenti web non se ne esce. So bene che nessun assembramento è consentito ma allora usare TV, radio, giornali, social con una campagna spessa e mirata. 10 progetti al femminile ma da pubblicizzare come fa la protezione civile. Continui spot. Stiamo sempre lì a rigirarci questo centenario problema tra di noi. Usiamo anche le prossime votazioni…. Dobbiamo farci vedere e sentire. Chiediamo aiuto a donne pubbliche di rilievo. Basta! Scusate lo sfogo ma mi sono invecchiata lottando con denti e unghie a questa sempre più flebile speranza di cambiamento. Vero!

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