Il presidente Cirio e la didattica a distanza

di Athena Pesando

Nelle ultime settimane si è molto sentito parlare di scuola, e nello specifico di DAD (didattica a distanza). La faccenda era iniziata con le proteste di alcune studentesse torinesi di soli 12 anni della scuola media “Italo Calvino”, che avevano deciso di protestare quando il Governo aveva approvato il DPCM che aumentava la DAD: Anita e Lisa.

Dopo di loro altri studenti, coi loro computer, si sono uniti alla protesta davanti ad altre scuole. Prima davanti al liceo classico ‘Gioberti’, in Via Sant’Ottavio, e poi nel resto di Italia. <Qualcosa è cambiato, dopo questi giorni c’è più coscienza tra gli studenti, ma anche nelle persone più grandi> ha detto Anita.

Li hanno soprannominati “Schools for Future” ispirandosi ai “Fridays for Future”, movimento ambientalista nato dalla svedese Greta Thunberg. La protesta consisteva in un’ora di didattica a distanza davanti alle scuole del Paese in nome del diritto all’istruzione in classe. L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato “Priorità alla scuola”.

 <Oggi siamo in tanti e la cosa mi rende felice – aveva commentato una delle studentesse – Spero che questo serva allo Stato a capire quanto teniamo a ritornare a scuola. Non è un nostro capriccio, crediamo ci siano davvero delle serie problematiche legate alla didattica a distanza. Abbiamo avuto anche l’appoggio della ministra Azzolina, quindi speriamo venga fatto qualcosa per farci tornare in classe al più presto in sicurezza>

Era di fine novembre la notizia di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte che era sceso in piazza ad incontrare gli studenti che seguivano le lezioni online all’aperto per protestare contro la DAD <Da un lato potenzieremo i trasporti laddove possibile, dall’altro chiederemo alle scuole uno scaglionamento reale degli ingressi, a distanza di qualche ora – aveva detto Cirio sedendosi per terra con gli studenti – aveva poi aggiunto, complimentandosi con Anita e Lisa – i dati arrivati questa notte sono buoni, anche l’indice Rt continua la sua discesa: il Piemonte diventerà zona arancione – e poi – Vorrei che in piazza ci fossero anche i miei figli, ne sarei orgoglioso>.

Lo stesso Cirio ha poi deciso di non riaprire le seconde e le terze medie, inasprendo le norme già previste del DPCM del 3 novembre, quando ne ha avuto l’occasione in quanto il Piemonte è ritornato in “zona arancione”, questo fatto ha scatenato le ire di genitori e studenti. <Riaprono i negozi al dettaglio e i ragazzini non tornano in classe? Chiediamo che la Regione Piemonte rimuova immediatamente questa restrizione> era stato detto da uno dei genitori.

C’era stata anche una protesta davanti alla Regione Piemonte e anche i docenti del Corso di Laurea in scienze della formazione primaria dell’Università degli Studi di Torino avevano inviato una lettera a Cirio in cui chiedevano espressamente di riaprire tutte le classi delle scuole medie.

Dal 7 gennaio, in ogni caso, dovrebbero rientrare a scuola gli studenti anche delle superiori per una quota pari al 75%.  <Dal 13 dicembre il Piemonte sarà regione gialla. L’induce Rt è sceso ancora e oggi è allo 0,74> Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, durante la presentazione di Green Pea di Oscar Farinetti. Vedremo se sta volta Cirio terrà fede alle proprie parole.

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