La speranza indossa il vestito azzurro


di Carlo Cumino

Dal 10 dicembre 2020 è disponibile in libreria il libro “La speranza ha il vestito azzurro”, edito da Effatà editrice.

Un libro nato dall’idea di due amici: Alessandro Ciquera (giovane di Collegno, da anni volontario in Libano con l’associazione Operazione Colomba nell’aiutare i profughi siriani) e Marco Canta (ex-presidente della Cooperativa Orso, da anni impegnato a seguire chi arriva nel nostro paese nella ricerca di casa e lavoro).


Il libro (introdotto da una prefazione di Don Ciotti) è un’antologia di ventiquattro storie separate, ognuna delle quali racconta la vicenda di una delle persone che Alessandro e Marco hanno incontrato in questi anni.

Non vi è un ordine cronologico e le vicende narrate in un capitolo possono essere ambientate in più paesi (Libano, Palestina, Siria, Italia …). L’intento è infatti non è tanto che i lettori possano conoscere per filo e per segno quali siano nello specifico le rotte ed i viaggi, quanto più consentire loro di cogliere come tutte queste storie siano connesse da un filo comune: la resilienza, ovvero la capacità di potersi riprendere dopo un urto.


Vicende che non vogliono narrare solo la sofferenza e la tragedia dei loro protagonisti, ma dare loro la possibilità di condividere anche la loro forza e le capacità di queste persone che hanno trovato la forza di dire “Non mi rassegno” e voler restituire a questa categoria spesso sotto il mirino di mass-media e dei social la loro dimensione di persone umane.


“Parlavamo del fatto che in Italia vi stato per tanti un clima d’indifferenza e di inconsapevolezza verso chi era straniero e c’è sempre stato tanto giornalismo riguardo ai fatti di cronaca, principalmente nera, o alla vicenda dell’odio online. Ma qui parliamo di persone, con luci e ombre. Persone capaci di sognare, d’immaginarsi in un percorso e d’impegnarsi” Dice Alessandro, spiegando com’è nata l’idea del libro, a seguito di una chiacchierata con Marco.


Volendo distaccarsi dalle narrazioni preminenti su migranti e rifugiati, le storie raccolte da Alessandro e Marco non puntano tanto a sensibilizzare, bensì a condividere. Condividere col lettore la luce che i due autori hanno visto in coloro che hanno incontrato in questi anni: persone comuni (non santi) con i loro chiaroscuri, che hanno saputo tirare fuori nel momento più buio una grande capacità di resilienza: una dote più che mai necessaria anche all’Italia di questo periodo storico.

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