Il ruolo del Pd tra crisi sanitaria ed economica e nuovi bisogni di rappresentanza

di Antonio Garruto

In questi giorni, dopo l’avvio del nuovo Governo presieduto da  Mario Draghi, si avverte in modo più forte nel Partito Democratico, l’inizio di un confronto e un dibattito interno che porta ad accelerare sulla necessita di aprire una fase congressuale, sul quale sarà chiamata ad esprimersi a metà marzo l’assemblea nazionale

In questo contesto mi permetto in premessa , di fare alcune considerazioni, da cui penso,  non si possa prescindere.

Viviamo un momento di grande difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria,  che rischia di diventare economica, produttiva e di tenuta del tessuto sociale e che può far scoppiare in modo evidente, le tante disuguaglianze,  che hanno bisogno di un intervento deciso e attento, per invertire la rotta, provando a riequilibrare le politiche, con interventi concreti nei confronti delle persone maggiormente colpite dagli effetti della pandemia.

Il Partito Democratico, deve rappresentare con forza l’idea, che devono essere  la politica e le azioni delle istituzioni democratiche a orientare e regolare un modello di sviluppo economico sostenibile e inclusivo, che si concilia con i principi della democrazia, della giustizia sociale e della tutela delle libertà individuali.

Al centro del pensiero e del dibattito nel PD, più che le alchimie correntizie e di posizionamento future, devono esserci le persone, con i loro bisogni e la speranza di poter costruire un futuro migliore.

In una fase delicata e difficile come questa, di crisi sanitaria globalizzata, ritengo fondamentale l’attenzione ad un azione politica che abbia come suo faro il principio di uguaglianza e dove il tema del lavoro rappresenti l’impegno forte su cui concentrare i nostri sforzi.

Forse, mai come in questo momento, stiamo acquisendo una consapevolezza, che va tradotta in azioni concrete, che esistono alcuni beni essenziali, come la salute, l’istruzione, l’ambiente ,  nei quali è necessario investire maggiori risorse e il ruolo dello stato è fondamentale soprattutto per il futuro delle nuove generazioni.

Per queste ragioni penso che il futuro del Pd, sia in una nuova generazione democratica, capace di scommettere sul futuro del nostro paese, stando dalla parte di chi bussa  e vuole portare innovazione, nuove competenze e voglia di fare,  per cambiare e riformare la società.

Oggi più che mai, dobbiamo provare ad essere, un luogo di confronto aperto, utilizzando anche tutte le opportunità che la digitalizzazione ci offre, rappresentando uno strumento concreto  per costruire una nuova idea di futuro, che si occupi di riequilibrare il rapporto tra mercato e solidarietà, che si impegni a ridefinire un modello di welfare  che sappia dare risposte alla grave crisi economica e sociale.

Non mi convince, il dibattito che in maniera semplicistica si sposta, sulla presunta capacità di guida autorevole o leaderistica del momento.

Invece credo sia opportuno concentrare il nostro lavoro, per rilanciare un progetto politico forte, radicato nei territori, capace di raccogliere le tante buone pratiche , frutto dell’impegno di tanti militanti, degli amministratori locali , capace di includere competenze e saperi , per sedimentare un progetto largo di governo alternativo alle destre.

Adesso, senza tentennamenti , abbiamo la necessita di rinnovare e far ripartire un grande progetto collettivo e riformista , per contribuire in maniera importante al rinnovamento della politica e avendo come centrale il tema della formazione  di una nuova classe dirigente, capace di elaborare il pensiero democratico del futuro.

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Un pensiero riguardo “Il ruolo del Pd tra crisi sanitaria ed economica e nuovi bisogni di rappresentanza

  • Marzo 3, 2021 in 8:40 am
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    Ciao Tonino, complimenti per il tuo esaustivo e chiaro intervento. Le idee non ti sono mai mancate e anche oggi, dove è valido tutto e il contrario di tutto, non ti mancano e sono chiare. È da tempo che la sinistra dibatte su questi temi, perdendo di vista il ruolo di chi avrebbe tutto per dettare e assumere responsabilità nazionale nella visione del futuro. Le tue “esortazioni” assumono una valenza ancora più importante quando inviti a considerare il presente con “vista” sul futuro. Il progresso non si combatte ma si cavalca rendendolo funzionale alle proprie esigenze, ai propri progetti ancor più meritevoli se coinvolgono la quotidianità di tutti. In un momento di grande confusione ideologica e di grande crisi economica e sociale, rappresentare un punto di riferimento nel panorama politico ritengo sia un dovere imprescindibile da parte di un partito che ha attraversato e segnato la storia del nostro paese. Ai nostalgici suggerirei di pensare ad un P.C.I. calato nella modernità. Ad maiora

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