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La consegna della Costituzione Italiana a Collegno

 di Davide Morra

Il 29 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale si era trasformato in “Giunta Popolare di Governo del Comune di Collegno” e  Dante Torello fu nominato Sindaco. Torello, collegnese d’origine, classe 1899, era un’antifascista della prima ora ed attivista del Partito Comunista Italiano torinese; durante il ventennio pagherà a caro prezzo la sua militanza politica. Arrestato per gli scioperi del marzo 1943 sarà liberato alla vigilia dell’otto settembre, durante il governo Badoglio darà vita al C.L.N. collegnese. A Dante Torello toccò l’arduo compito dell’avvio della ricostruzione. Fu eletto Sindaco nel 1946 e ricoprì l’incarico per due legislature consecutive. Riscosse ammirazioni da tutti gli esponenti delle forze politiche locali per le sue doti di equilibrato amministratore locale. Morì l’undici novembre 1979.

Il 15 luglio 1945 la macchina amministrativa comunale avviò la procedura per la  compilazione delle neo-costituite liste elettorali per determinare con esattezza il corpo elettorale collegnese, un lungo e faticoso lavoro che impiegò gli uffici per molti mesi.  Il corpo elettorale avente diritto al voto per il Referendum del 02 Giugno 1946 era composto da 7593 elettori  (3814 elettori e 3779 elettrici). Al termine delle operazioni di voto, il seggio centrale constatò che presero parte alla consultazione elettorale referendaria 6352 elettori: 4454 elettori collegnesi indicarono come forma istituzionale per l’Italia la Repubblica, 1561 la Monarchia, furono inoltre scrutinate 253 schede bianche e 84 schede furono dichiarate nulle.

Il 05 gennaio 1948 il Sindaco di Collegno Dante Torello diede comunicazione alla popolazione collegnese dell’entrata in vigore della Costituzione mediante l’affissione su tutto il territorio comunale di un manifesto e contestualmente convocò per Domenica 11 gennaio 1948 “una pubblica solenne cerimonia” per dare lettura della Costituzione e commentarne gli articoli fondamentali. Il Consiglio Comunale si riunì in seduta straordinaria ed il Sindaco Torello alla presenza di 17 consiglieri comunali pronunciò un toccante discorso inerente la nuova Costituzione: “… ho creduto opportuno convocare in seduta straordinaria il Consiglio Comunale e con il Consiglio Comunale tutta la popolazione affinché l’atto che oggi noi compiamo e cioè quello di consegnare al Comune la copia della nuova Costituzione non sia quello di un qualsiasi atto burocratico di ordinaria amministrazione ma assume invece l’importanza che ha. Si chiude così un periodo storico durato esattamente cent’anni per iniziarne un altro, in cui si ripongono le più fondate speranze per noi e per le generazioni che verranno. Il mezzo con il quale queste nostre speranze dovranno divenire realtà, è appunto la nuova Costituzione ….”. Torello diede lettura dei principali articoli della Costituzione e successivamente riprese il suo appassionato intervento “.. I principi fondamentali (…) sono il naturale risultato di quelle aspirazioni, di quelle speranze, di quelle necessità che il Popolo Italiano ha maturato attraverso un periodo estremamente doloroso e tragico della vita nazionale culminato nell’ultima delittuosa e disastrosa guerra e nell’inevitabile sconfitta. (….) Noi con piena responsabilità l’accettiamo con la formale promessa di rispettarla e farla rispettare. Essa è il frutto di immani sacrifici, di sangue copiosamente sparso su tutte le contrade d’Italia e del mondo, di sofferenze e di privazioni di ogni genere; ed è per tutti questi motivi che noi dobbiamo pretendere che non sia da nessuno né fraintesa né male applicata. I nostri morti gloriosi, che furono i primi artefici della nuova Costituzione, ed ai quali in questo momento dobbiamo particolarmente rivolgere un memore e grato ricordo, perché con il loro sublime sacrificio resero possibile all’Italia di redimersi e di risorgere, ci dicono che noi dobbiamo essere i custodi ed i difensori di questa conquista democratica e progressiva. E noi la difenderemo e la custodiremo contro coloro che intendessero minacciarla nel suo spirito e nella sua interpretazione. Per la nostra Costituzione, presupposto di libertà, di lavoro, di indipendenza noi saremo vigili custodi, estremi difensori e se necessita buoni combattenti. Nel nuovo clima di democrazia avanti quindi compatti verso nuove mete, verso nuove vittorie per la pace, la tranquillità, il benessere del popolo italiano (…).”

Il verbale della seduta del Consiglio Comunale dell’undici gennaio 1948 è una fra le pagine più nobili e meno conosciute della storia consiliare moderna collegnese, non riveste solo la funzione di mero atto amministrativo essere racchiude soprattutto le aspirazioni di una Comunità locale, che duramente provata dalla Guerra, si avviava verso la ricostruzione post-bellica gettando le basi per la Collegno attuale.

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