Cancellare i diritti non si può

di Rosanna Caraci

Il centrodestra sostiene di voler cancellare la legge sulle unioni civili. Abolire i diritti non si può, e deve essere chiaro. L’abrogazione della 76/2016 sarebbe un atto incostituzionale: la legge è pienamente incardinata sugli articoli 2 e 3 della nostra Carta ed ha riallineato l’Italia ai numerosi richiami venuti dall’Europa, in particolare dalla Corte di Strasburgo, che ci chiedeva da tempo e con insistenza di dare riconoscimento alla vita familiare delle coppie omosessuali, richiamandoci a riconoscerne l’uguaglianza.La legge Cirinnà ha riconosciuto il diritto di cittadinanza a tanti italiane e italiani che fino al maggio di 2016 per lo Stato non esistevano. Cittadini omosessuali ed eterosessuali  perché essa sulle unioni civili riconosce anche le coppie conviventi, senza specificare l’orientamento sessuale dei componenti, regolando e tutelando i loro diritti sociali e patrimoniali. Nel 2017, per gli amanti dei numeri le coppie omosessuali ad aver contratto unione civile sono state 2808. Poche? Tante? I numeri presi da soli non dicono nulla se dietro ad essi non coniughiamo le storie, le persone: parliamo di seimila persone, uomini e donne che hanno non solo coronato il loro desiderio di amore ma il diritto alla tutela, all’abitazione, alla reversibilità, alla cura del coniuge. E questi numeri non tengono ovviamente conto delle coppie eterosessuali, che hanno finalmente il diritto di sentirsi riconosciute  come famiglia. Cosa che rattrista è che  chi punta a governare dopo qualcun altro proponga la cancellazione di ciò che è stato fatto prima, in questo caso cavalcando ideologie minoritarie e retrograde che tanto male fanno a questo Paese. L’Italia è fortunatamente ben più evoluta di qualche politico che cerca di raggranellare voti. Lo dimostra il fatto che, per il tanto sbandierato referendum abrogativo annunciato all’indomani dell’approvazione delle unioni civili, non sono neanche riusciti a raccogliere il numero di firme necessarie per farlo svolgere.

Il cammino per l’affermazione dei diritti non si ferma, non può e non deve farlo. Se ne parlerà in un incontro a Pianezza, con l’On. Umberto D’Ottavio candidato alla Camera dei Deputati nel Collegio Uninominale, lunedì 19 febbraio dalle ore 21. Con Stefano Francescon, attivista Lgbt e Michele Marano, segretario del Pd di Pianezza organizzatore dell’appuntamento.

 

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