Musica e spettacolo

Trionfo dei Ricchi e Poveri al Teatro Colosseo

Sono una gioia Angela Brambati e Angelo Sotgiu e fanno bene ad esserlo perché dopo tanta fatica sono tornati tenacemente sui grandi palcoscenici italiani a riprendersi l’abbraccio di quel pubblico che era mancato per troppo tempo.

Sono sempre sorridenti e a loro agio, mai fuori posto nemmeno quando esordiscono cantando Buona giornata alle nove di sera, ma anzitutto perché nelle loro canzoni c’è sempre l’amore. Danno speranza, sono ottimisti e positivi, con delle luci pazzesche e suoni coinvolgenti, una band che li supporta in modo esemplare, tutti, va ripetuto, con la voglia di trasmettere allegria.

La sensazione bella di un concerto dei Ricchi e Poveri è tutta nell’atteggiamento che rispecchia il pubblico: la platea canta sorridendo dall’inizio alla fine. Forse perché cantano sempre l’ottimismo, forse perché sono molto amati. In ogni caso si esce dal teatro solo Ricchi di spirito e poveri di voce parafrasando il buon Franco Califano che scelse per loro questo nome d’arte.

Sanno mettere allegria da sempre e se qualcuno pensava che tutto questo non fosse più attuale si sbagliava di grosso. I Ricchi e Poveri sono decisamente ancora attuali. La differenza è che da Sanremo 2024 in avanti sono tornati a essere quello che hanno sempre rappresentato: una bandiera per l’Italia.

Nel teatro sono presenti molti ragazzi giovani che conoscono a memoria “Ma non tutta la vita” e ne imitano il balletto di  Angela, ma non solo quella canzone, le sanno tutte, grandissimi cori dalla platea e dalla galleria e per chi ancora se lo chiedesse, la partecipazione ad un festival di Sanremo ha la sua funzionalità e loro ne sono la prova.

Sanremo funziona per chi crede nella musica e sa valorizzare la kermesse: i Ricchi e Poveri, con tredici partecipazioni, hanno facoltà più di chiunque altro. Serve a risvegliare l’anima addormentata di chi necessita di un grande evento per rendersi conto che chi vi partecipa sia un grande artista.

Quando si canta Voulez vous dancer, Mamma Maria o Sarà perchè ti amo non c’è tormentone nuovo che tenga: si balla, si canta e basta.

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