Stef Burns e la sua band al Q77 di Torino tra jazz, rock e grande musica live
Il 20 settembre il Q77 di Torino ha ospitato una serata all’insegna della musica e della complicità tra quattro musicisti di grande talento, legati da una lunga amicizia e da una sincera stima reciproca.

Sul palco si sono incontrati Stef Burns alla chitarra, Fabio Valdemarin alle tastiere, Federico Malaman al basso e Paolo Muscovi alla batteria. Quattro percorsi professionali differenti, accomunati da importanti esperienze e da una lunga attività sui palchi italiani e internazionali, che hanno trovato nella serata torinese l’occasione per tornare a condividere la musica.

A rendere particolare il concerto è stata proprio la naturale sintonia tra i quattro musicisti. Un incontro che, al di là dei rispettivi curriculum, ha lasciato spazio soprattutto al piacere di suonare insieme, al dialogo tra gli strumenti e alla libertà espressiva.
Stef Burns, noto anche per la sua lunga collaborazione con Vasco Rossi, ha portato sul palco anche l’esperienza maturata nei suoi numerosi progetti personali, tra cui Heroes and Monsters e Stef Burns League. Fabio Valdemarin ha costruito negli anni un percorso ricco di collaborazioni con artisti come Angelo Branduardi, Fiorella Mannoia e Ornella Vanoni. Federico Malaman ha condiviso il palco, tra gli altri, con Mario Biondi, Elio e le Storie Tese, Antonella Ruggiero e Paolo Belli, mentre Paolo Muscovi vanta collaborazioni con Ornella Vanoni, Neffa e numerosi altri artisti.

La scaletta ha attraversato alcune delle musiche e degli artisti che hanno avuto un ruolo significativo nei loro percorsi, da Pat Metheny a Thelonious Monk, da Jeff Beck a Mike Stern, accanto ad alcuni brani legati alla discografia di Stef Burns.
Ne è nato un concerto capace di muoversi tra jazz, fusion e rock, con contaminazioni e improvvisazioni che hanno messo in evidenza la personalità dei singoli musicisti senza mai perdere la dimensione collettiva.

È stata soprattutto una serata costruita sul dialogo: quattro strumenti, quattro esperienze diverse e una evidente voglia di condividere nuovamente il palco. Un incontro musicale in cui tecnica e spontaneità hanno trovato un equilibrio naturale, restituendo al pubblico del Q77 una dimensione autenticamente live.

