DEFENDER EUROPE – Tra verità e paure, ma perchè nessuno ne parla?

di Carlo Cumino

È di oggi la notizia che il ministro italiano della difesa Guerini abbia dichiarato che l’Italia non prenderà parte alle esercitazioni nell’ambito dell’iniziativa DEFENDER-EUROPE 2020 della U.S. Army Europe, rinnovando comunque la partecipazione del nostro paese alle missioni internazionali della NATO.

Si tratta di una serie di esercitazioni militari straordinarie effettuate da parte di truppe americane, sotto la guida della U.S. Army Europe (il contingente militare statunitense di stanza nel nostro continente da dopo la fine della Seconda guerra mondiale con sede in Germania), a cui vari paesi europei – fra cui l’Italia – avrebbero partecipato in virtù degli accordi internazionali che li legano alla NATO.

Indicata fieramente sui siti ufficiali dell’iniziativa e della Nato come “il più grande movimento di forze USA in Europa […] da più di 25 anni”, il periodo previsto per tale esercitazione (che -come sottolineato anche dal coordinatore di Rete Disarmo Francesco Vignarca – richiede per lo meno un anno di tempo di preparazione) è quello compreso fra il la fine di febbraio e l’inizio di maggio 2020 (i primi soldati sono arrivati in Polonia il 28 febbraio).

Dato il periodo complicato che stiamo vivendo, la contemporaneità fra la venuta dei soldati americani (di cui era effettivamente previsto un passaggio in Italia) con l’avvio della quarantena nel nostro paese e la dichiarazione di pandemia da parte dell’OMS (di cui era previsto un passaggio in Italia!) ha suscitato sui social network molto rumore nei giorni scorsi. Oltre a critiche verso l’OMS e il governo italiano, la polemica su Facebook è sfociata anche in ipotesi di complotto che vede una correlazione fra la pandemia e una possibile invasione dei confini europei (soprattutto italiani, secondo i sostenitori del complotto).

Contrariamente a quanto traspare da alcuni canali social, negli ultimi giorni la U.S. Army Europe aveva cominciato a preoccuparsi per il COVID (lunedì lo stesso comandante delle forze americane nel vecchio mondo, Christopher Cavoli, è stato dichiarato positivo al virus), come dimostra la sezione del suo sito dove viene raccomandando ai comandanti l’isolamento dei propri soldati di stanza nelle aree a rischio. Ieri sera è inoltre stato comunicato ufficialmente che il numero dei partecipanti americani risulterà ridotto.

L’arrivo di ventimila soldati americani in Europa in questo periodo non avrebbe solo contribuito alla diffusione e alla permanenza del virus nel territorio del nostro continente (in particolare verso il nord Europa), bensì avrebbe messo a rischio nel prossimo futuro la salute di migliaia di persone residenti negli States (i quali non possono contare su un servizio sanitario nazionale). Le decisioni prese dalla U.S. Army Europe hanno lo scopo di ridurre quest’ultimo rischio, tuttavia con la diffusione del COVID-19 in Germania e Belgio (due dei paesi previsti per le esercitazioni) è possibile che la situazione cambi ancora.

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