Fine di una ingiustizia: Franca Zoavo assolta

di Chiara Barison

Il calvario di Francesca Zoavo (per tutti Franca) è durato tre lunghi anni.

Un periodo infinito in cui è stata messa in dubbio la sua serietà in veste di assessora all’istruzione dell’allora Giunta Dessì di Rivoli.
In tanti hanno deciso di non abbandonarla, forti della piena fiducia che hanno sempre riposto in lei. Ma i processi sono un’altra cosa, le aule di giustizia non provano empatia. I Tribunali non sanno e non vogliono conoscere la persona che sei, i tuoi valori, la tua dedizione. Come afferma lei stessa, “quello che sei, quando ti trovi in un’aula di Tribunale, non importa a nessuno”. Almeno fino alla fatidica frase che ha sciolto ogni dubbio: assolta perchè il fatto non sussiste. Così la Corte d’Appello di Torino ha cancellato la macchia che ha sporcato ingiustamente la dignità di Franca Zoavo.
“Per me è stata come una madre” racconta Paolo De Francia, prima militante e poi giovane assessore a fianco della Zoavo fino al 2018, “ricordo che accogliemmo la notizia dell’imputazione con assoluta incredulità. Questi due anni sono stati un’enorme sofferenza per lei e di riflesso anche per me. Vederla stare male è stato insostenibile. Stiamo parlando di una delle persone più ricche di spirito di servizio che io conosca”.
Franca è stata una maestra d’asilo encomiabile oltre che “una militante politica capace di applicarsi per risolvere i problemi più disparati, mai superficiale che ha sempre goduto della mia stima” conclude De Francia.
L’assoluzione non cancella il dolore ma segna il punto dal quale Franca vuole ripartire: “La sofferenza di questi anni non si è limitata ad un’ingiustizia subita. Si è fatta tristezza quotidiana, un velo sottile e costante che ha coperto anche il mio impegno politico, la mia credibilità. Dopo quasi tre anni di incubo mi sono svegliata sollevata e senza pensieri”.

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