Scuole, discoteche e università: che succede a settembre?


di Athena Pesando

Dal 16 agosto hanno chiuso le discoteche e torna obbligatoria la mascherina anche all’aperto, ma solo dalle 18 alle 6, orario in cui c’è più “movida” inoltre sarà necessario osservare un autoisolamento in attesa del tampone per tutti gli italiani di ritorno da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Mentre il decreto relativo ai ritorni dall’estero è precedente al 16 agosto, le altre prescrizioni hanno destato diverse lamentele sul web: a insospettire è la puntualità nel fermare la movida proprio il giorno dopo Ferragosto. “Vietati i pandori dal 27 dicembre” si legge nel post di una pagina satirica su Instagram, con molti commenti di approvazione e altri contrari <Conte ha provato a dare fiducia agli italiani> dicono alcuni. Di sicuro la polemica non manca, tra chi critica il Governo accusandolo di aver agito troppo tardi, a danno già fatto, e chi invece se la prende con i “giovani d’oggi” colpevoli di essere andati a ballare.

<Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo> ha commentato Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico <i ragazzi vogliono divertirsi, ma il nostro dovere oggi è riaprire le scuole. Abbiamo promesso che a settembre riapriremo le scuole con il massimo della sicurezza possibile. Questo oggi è il nostro dovere> ha detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Dunque, la riapertura delle scuole non dovrebbe essere messa in discussione, anche se non sono pochi a temere una seconda ondata di contagi che sconvolga nuovamente tutti i piani.

Per quanto riguarda l’Università la situazione resta confusa, sul sito dell’Università degli Studi di Torino si legge “Per il prossimo Anno Accademico, 2020-2021, l’Università di Torino ha scelto di garantire alle studentesse e agli studenti la possibilità di proseguire il proprio percorso di studi partecipando alle lezioni in presenza, ma anche – se ciò non fosse, per qualunque ragione, possibile – seguendole a distanza” per quanto riguarda gli esami invece “A partire dal mese di settembre, gli esami si svolgeranno in presenza. Le studentesse e gli studenti residenti fuori regione, o all’estero, potranno comunque scegliere di sostenere le prove a distanza”. Diversi docenti però hanno già avvisato gli studenti del fatto che gli esami saranno interamente online per quanto riguarda la propria materia. Molti studenti e studentesse fuori sede si trovano in difficoltà, non sapendo se sia il caso di ritornare a Torino o restare nelle proprie regioni per paura di un secondo lockdown.

La situazione non è delle più rosee, un aumento dei contagi effettivamente c’è stato, anche se al momento i numeri sono decisamente inferiori a quelli di marzo. Nessuno può prevedere come evolverà la situazione, quel che si può fare è continuare ad agire in sicurezza e cercare il più possibile di essere responsabili in prima persona, nell’attesa del tanto agognato vaccino.

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