I bambini ci guardano. Non aggiungiamo la beffa al danno.

di Camilla Sgambato*


Chiudere le scuole è il provvedimento più doloroso che un Governo possa adottare, quello che apparentemente non crea disagio economico, ma che rischia di togliere speranza e futuro ad intere generazioni.

Le abbiamo chiuse, poi riaperte, poi richiuse per ragioni maledettamente serie e purtroppo se servirà dovremo richiuderle ancora. Non è tempo di addossarsi reciprocamente colpe, di azzuffarsi per cercare responsabilità, ma di trovare insieme soluzioni.

Nessuno ha la ricetta in tasca, il nemico è un virus che non conoscevamo e questo è il tempo in cui insieme dobbiamo combatterlo. Ma è soprattutto il tempo del rispetto. Quello che si deve a tutti, ma in primo luogo ai bambini.

A maggior ragione quando sono in sofferenza. Ci guardano, e per aiutarli a crescere nel rispetto delle istituzioni, bisogna spiegare che si sta facendo tutto per il loro bene, che questa chiusura è un male necessario, che torneranno a correre nei cortili, ad avere un compagno di banco, che torneranno a vivere la magia dell’apprendimento vero che passa solo attraverso il contatto fisico, la mano che conduce la loro mentre imparano a scrivere, mentre imparano a diventare cittadini consapevoli, e non sudditi.

Bisogna che queste Istituzioni si pongano nei loro confronti con autorevolezza e serietà, che non deridano chi vuole e desidera imparare, alla stregua di quei bulli che sfottono il più bravo della classe. Non meritano battute infelici i bambini.  Non aggiungiamo, per queste creature, la beffa al danno che purtroppo stanno subendo da troppo tempo.

*responsabile scuola del PD

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