Collegno

Collegno, da piccolo centro a quarto comune della città metropolitana

di Davide Morra*

La maggior parte della popolazione collegnese – sino agli anni ’80 del  XIX sec. –  dimorava ancora nelle antiche case di corte del centro storico. Gli immobili erano principalmente di origine rurale e funzionali alle aziende agricole di media o piccola dimensione (generalmente a conduzione prettamente famigliare e definite in gergo“i particolari”).  I “mastri da muro” – che da generazioni si tramandavano la professione di muratore – svolgevano prevalentemente lavori di ristrutturazione o di consolidamento delle antiche case. Gli interventi principali erano il rifacimento delle coperture, la costruzione di nuovi vani abitativi sacrificando qualche spazio libero, la conversione di strutture rurali in abitative o viceversa, il tutto rigorosamente all’interno delle corti comuni senza quasi mai mutare l’aspetto esterno degli edifici.

L’impellente necessità di riconvertire i locali dell’ex Certosa (dal 1853 in poi) in strutture ospedaliere all’avanguardia, a seguito del trasferimento di parte dei degenti del Regio Manicomio di Torino a Collegno, richiamò sul territorio locale maestranze da tutta la provincia di Torino e non solo. Fu la prima ondata migratoria verso il comune di Collegno.  Le fasi di riconversione ed ampliamento dei locali dell’ex Certosa durarono più decenni. Parallelamente alla costruzione dei padiglioni ospedalieri, sul territorio comunale trovarono sede cotonifici e tessiture caratterizzati dalla presenza di numerose maestranze e squadre di artigiani edili impegnati nella costruzione delle strutture industriali. All’aumentare della popolazione stabilmente residente, a seguito di ondate migratorie a scopo occupazionale, diminuivano i vani abitativi disponibili, conseguentemente l’Amministrazione Comunale collegnese dovette, per la prima volta, nel 1893 affrontare il tema dell’ampliamento della zona residenziale a discapito di quella agricola, dando così origine al primo nucleo abitato costruito ex-novo al di fuori delle mura medioevali.

Il piano d’ingrandimento del centro abitato di Collegno (primo  proto-piano regolatore locale)  fu elaborato nel 1893 dal Geom. Viotti di Rivoli ed approvato in tempi rapidissimi dall’Amministrazione Comunale “ onde sopperire agli urgenti bisogni di por mano a nuove costruzioni ad uso abitazione urbana che pel crescente aumento della popolazione dovuto all’impianto di diversi grandi stabilimenti industriali si sono rese necessarie, anzi indispensabili per non essere più sufficienti gli attuali fabbricati […]”. Fu scelta come area adatta all’ampliamento urbano, il tratto compreso fra la futura Via Alessandro di Collegno, la stazione ferroviaria, il complesso dell’ospedale Psichiatrico e la futura via Cristoforo Colombo. Per la prima volta un’area agricola fu convertita in residenziale; furono lottizzati i terreni ed effettuati i primi espropri per pubblica utilità per realizzare le vie e le strade. Parte degli acquirenti dei lotti edificabili erano proprio i dipendenti dell’Ospedale Psichiatrico – che grazie ad agevolazioni economiche fornite dall’ente ospedaliero –  poterono costruire le prime case. Con delibera della Giunta Comunale del 1896, non essendovi alcun toponimo in precedenza ad identificare  l’area, il primo ampliamento urbanistico della Città fu denominato “Borgo Nuovo”.

Dal primo dopoguerra, la superficie ad uso residenziale ed industriale iniziò ad aumentare a discapito di quella ad uso agricolo, anche se quest’ultima continuava ad essere prevalente. Nel 1928 gli ettari di territorio comunale occupati da fabbricati erano 61 di cui 2/3 erano costruzioni rurali. In quel periodo sull’asse di Corso Francia sorsero piccole  attività artigianali “boite” e le grandi industrie, presenti sul territorio dall’inizio secolo scorso, ampliarono i loro stabilimenti. Con il varo del nuovo piano regolatore, all’inizio degli anni trenta, iniziarono ad essere tracciate le prime vie oltre Corso Francia verso il territorio di Grugliasco e costruite da privati le prime abitazioni singole. La toponomastica del nuovo reticolato stradale era interamente dedicata ai luoghi in cui furono combattute le principali battaglie della Grande Guerra.

L’incremento demografico collegnese fu continuo sin dalla fine della seconda guerra mondiale. L’alluvione del Polesine, il boom economico e la costante richiesta di manodopera da parte della F.I.A.T e delle industrie dell’indotto provocarono un aumento vertiginoso della popolazione residente. La crescita della popolazione spinse le amministrazioni comunali dell’epoca a varare piani di ampliamento della zona residenziale in prossimità delle principali arterie di comunicazione. Furono scelte diverse zone del territorio comunale, la zona oltre la ferrovia sull’asse del viale XXIV Maggio e zone limitrofe e la zona di Borgata Paradiso. Le problematiche conseguenti all’incremento della popolazione non erano limitate solo al reperimento delle abitazioni per i nuovi collegnesi. Le amministrazioni Torello, Catarzi, Bertotti e Manzi, dovettero far fronte ai problemi connessi allo sviluppo abnorme della città. Bisognava incrementare e potenziare i servizi forniti alla popolazione, provvedere alla costruzione di nuove scuole ed infrastrutture per far fronte ad ogni esigenza. Nel 1964 Collegno raggiunse i 25.000 abitanti, nel marzo del 1966 gli abitanti salirono a 30.000 e Collegno divenne il quarto comune della Provincia di Torino.

In quegli anni, a seguito delle leggi 167 e 865 nasceva un nuovo quartiere di Collegno caratterizzato da abitazioni di edilizia residenziale pubblica (con lo scopo precipuo anche di arginare i numerosi casi di emergenza socio-abitativa locale e zonale), di cooperative a proprietà indivisa e di privati, centri sportivi, un centro commerciale ed edifici scolastici; sacrificando principalmente zone (mediante l’acquisizione al demanio pubblico con atti ablativi) che da secoli erano destinate all’agricoltura: nasceva così il “Borgo Nuovo – fase seconda”  compreso fra le vie Cristoforo Colombo, G. Di Vittorio, Piazza Che Guevara, Via Alpignano (tratto oltre via C.Colombo), Via F. Parri e zone limitrofe.

*storico e consigliere comunale di Collegno

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