Basta umiliazioni alle donne

di Livia Turco

Ieri sono stata al Cimitero Flaminia di Roma con Luisa Ercoli e le altre componenti della bella associazione Differenza Donna.

Volevamo trovare la Croce  su cui  e’ scolpito il nome di Marta anche se il corpo sepolto  non e’ il suo ma  quello del figlio non nato.

Volevamo condividere la sofferenza della umiliazione e della violenza subita..Tante croci.molte anonime,altre con il volto di bimbi,altre,  tante ,  con nomi di donne.

Il nome della madre e’ trasmesso al figlio non quando il figlio nasce ma quando e’ impossibilitato a nascere.Il nome della madre e’trasmesso al figlio/a come  colpa da espiare e non come gioia e creazione.

La Croce per me è  simbolo di amore.Che la croce sia usata come gesto violento verso una donna che ha vissuto una lacerazione ed una  profonda  sofferenza è  una blasfemia ,che rompe  l’ordine simbolico,  che umilia le donne e che deturpa il senso della croce.

Difronte a gesti di così profonda disumanità le parole delle donne non possono che essere le parole del coraggio e dell’amore.Noi siamo le costruttrici della vita,le scrittrici della vita.La bellezza della donna e’quella di generare  la vita, la vita umana, sociale , culturale. Le nostre parole sono e saranno sempre  di vita e di  amore.

Con questa forza abbiamo cambiato il mondo.Con questa forza cambieremo il mondo

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