Bobby Solo chiude la festa patronale a Nichelino

Bobby Solo ospite a Nichelino per la chiusura delle festività di San Matteo, patrono della città. La piazza è gremita di persone che lo aspettano, il concerto inizia alle 22, allieta la piazza con qualche pezzo del suo (ma anche nostro) mito Elvis, di cui è portatore, in Italia, della grande passione condivisa con il rimpianto Little Tony, di cui lo stesso ricorda l’amicizia e non rivalità.

Aver vissuto tanti anni sul palco ne fa un personaggio molto affascinante quando racconta le sue avventure tra musica, rock, amicizie profonde, idoli, segni di un’epoca e di un periodo, per chi l’ha vissuto personalmente, carico di nostalgia, ma che profuma di pulito, limpido e onesto.

Richieste a grandi voce dal pubblico le sue canzoni storiche di cui, da estimatrice dell’artista, ne ha tralasciate troppe per dare più spazio a “cover”, che, seppur gradite, perché pezzi intramontabili e di cui la sua passione arriva, non dovrebbero sostituire i pezzi che lo caratterizzano.

Eppure “Cristina” pezzo che lui ha presentato come meno noto al pubblico lo si sentiva cantare. Ben più note e intonate da tutti “se piangi se ridi”, “domenica d’agosto”, “una lacrima sul viso” per citarne alcune.

Bobby Solo arriva con una semplicità disarmante sul palco, saluta tutti, non ha atteggiamenti da divo o da star da cui molti altri artisti dovrebbero prendere ispirazione, contento e soddisfatto per la gente che è rimasta nonostante il tempo non fosse favorevole, non ha negato un saluto, una foto, o una chiacchierata con le persone che volevano incontrarlo.

Fa parte di quella generazione dove gli artisti rimanevano dei signori sopra e sotto il palco, nonostante abbia cantato e suonato per due ore.

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