Contro una politica priva di scrupoli e memoria

Meloni si chiede quale sia la matrice delle violenze che hanno accompagnato le manifestazioni contro il Green Pass di sabato a Roma e che sono culminate con l’assalto alla sede della CGIL. Evidentemente la leader di Fratelli d’Italia non ha fatto caso alla presenza di già noti militanti di estrema destra, come Roberto Fiore e Giuliano Castellino, capibastone di Forza Nuova, rispettivamente, a livello nazionale e romano. E non ha forse nemmeno fatto caso alle decine di manifestanti che esponevano simboli fascisti e nazisti: aquile, svastiche e fasci littori tatuati sul corpo ed esposti, senza vergogna, a favore di telecamera.

L’indifferenza di Meloni non stupisce: non è la prima volta – e, temo, non sarà l’ultima – che la destra italiana strizza l’occhio all’elettorato neofascista; la recente inchiesta di Fanpage non ha fatto altro che confermare la vicinanza tra questi due mondi, sempre più pericolosamente vicini.

Ma, fortunatamente, c’è chi non si arrende e vuole rispondere all’indifferenza nell’unico modo possibile, con l’azione.

Dopo gli eventi di Roma, nel giro di poche ore, migliaia di persone si sono riunite di fronte alle Camere del Lavoro di diverse città d’Italia per far sentire la propria voce a favore della CGIL, dei suoi sostenitori ed iscritti, duramente colpiti da una violenza squadrista e fascista che ha rievocato i tristi precedenti del ventennio mussoliniano.

Manifestazioni trasversali, che hanno accomunato persone di diversa estrazione sociale e politica intorno ai valori fondamentali della nostra Repubblica e della nostra Costituzione, basata sul lavoro, sulla dignità e sui diritti di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, sull’uguaglianza e sull’antifascismo quale comune substrato politico e culturale. Piazze che hanno dimostrato come la democrazia non sia solo una forma di governo, ma un valore da proteggere ed esercitare ogni giorno lottando contro ogni forma di discriminazione.

E anche Torino ha fatto la sua parte.

Centinaia di persone si sono raccolte di fronte alla Camera del Lavoro di Via Pedrotti: non solo iscritti e simpatizzanti, ma anche tantissime/i cittadine e cittadini comuni ed esponenti del mondo politico, dal Partito Democratico – rappresentato, tra gli altri, da Paolo Furia, segretario regionale, e Mimmo Carretta, segretario metropolitano, oltre a Rossana Schillaci, capogruppo PD di Venaria – a Sinistra Ecologista (Possibile e Sinistra Italiana), fino ad arrivare al candidato sindaco Stefano Lo Russo, che ha dialogato a lungo con i manifestanti. Presente, seppur solo di passaggio, anche il candidato sindaco del centrodestra, Paolo Damilano, ancora scottato dal controverso incontro con gli operai EMBRACO del giorno prima.

La piazza di domenica è stata la migliore risposta a chi rimane indifferente al rischio di un’onda nera sempre più pericolosa perché sempre più legittimata da una certa politica priva di scrupoli e memoria. Fortunatamente gli anticorpi delle nostre istituzioni ci sono e sono ancora forti.

Con buona pace degli indifferenti e dei nostalgici.

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