Il diritto all’Amore contro l’oscurantismo

di Rosanna Caraci

Una serata che parla di amore contro l’odio e l’oscurantismo. L’on. Umberto D’Ottavio ha sintetizzato così l’incontro organizzato dal Partito democratico di Pianezza sui diritti civili, con Stefano Francescon attivista Lgbt. Incontro reso attuale dalle proposte elettorali del centrodestra che promette di scardinare tutto ciò che in materia di diritti civili è stato fatto dal Governo Renzi: scelte di umanità, di attuale sensibilità che non possono essere cancellate con un colpo di spugna essendo diritti non solo riconosciuti dalla costituzione ma approvati e d entrati a tutti gli affetti nella legislazione nel nostro Paese. Un diritto acquisito non si cancella, ma si può negarlo: per cultura, per paura, per cecità. Amore contro odio e omofobia, tolleranza e partecipazione contro violenza. Non è una partita a scacchi tra diversi modi di intendere le grandi questioni del nostro Paese ma, piuttosto, la sensibilità preoccupata di chi sta cogliendo una deriva “fascista” di un’Italia spaventata, scoraggiata da chi è ben capace di instillare timore, razzismo, odio parlando alla pancia degli strati sociali pi in difficoltà. A chi minimizza, riflettendo su come il fascismo sia morto e sepolto da settant’anni sotto le macerie della Seconda Guerra Mondiale, la replica è dura dal pubblico: se per fascismo intendiamo le camicie nere non abbiamo capito qual’è la realtà: fascismo è violenza, è impedire la libertà di espressione, di pensiero. Fascista è colui che spara contro gli immigrati e contro la sede del Partito Democratico ma lo è anche chi, dicendosi antifascista, in una manifestazione sfonda la testa ad un poliziotto.

<Quando si mina alle fondamenta la società civile, precludendo diritti inviolabili si ottiene il risultato di dare credito ad ogni forma di ideologia estremista e fascista – dice Michele Marano segretario del Pd di Pianezza organizzatore della serata – Molto spesso chi persegue questa finalità cerca di convincere con false notizie chi è più facile  a dare loro qualche forma di giustificazione. Porto ad esempio, quello che molti di Voi spesso e volentieri hanno visto su Fb e che riguarda forme di apologia del fascismo. Alcuni post con cui si vuole far credere che durante il regime fascista non tutto potesse essere considerato negativo>.

<Ciò che la legge Cirinnà ha consentito è la libertà di amore per coppie che hanno diritto ad amarsi, ad avere diritti e doveri nei confronti del coniuge che deve essere tutelato – ricorda l’On. Umberto D’Ottavio – Un passo avanti che l’Europa ci chiedeva da molto e che ha reso l’Italia un Paese un po’ pi moderno. La necessità di un salto di qualità culturale è però evidente: la giusta educazione alla libertà altrui perchè non nega la nostra, ai sentimenti, al rispetto, alluso delle giuste parole sono ingredienti che devono far parte del modo di relazionarsi fin dalla tenera età>.

Stefano Francescon, che da mesi accompagna Gianni Reinetti, il vedovo di Franco e superstite della prima coppia omosessuale sposata a Torino, nella presentazione del libro che racconta la storia d’amore lunga pi di cinquant’anni tra i due uomini, non ha dubbi <il diritto delle coppie omosessuali a unirsi civilmente è sacrosanto com’è sacrosanto il diritto all’amore libero. Coppie come Franco e Gianni, conviventi senza diritti da decenni, hanno atteso con trepidazione l’approvazione della legge Cirinnà non certo per capriccio. quando si vive insieme, ci si ama, si invecchia insieme, quando uno dei due si ammala… vorrebbe per l’altro tutta la tutela possibile: il diritto di subentro in un contratto di affitto, ad esempio, o nella successione della casa in cui si abita insieme, il diritto alla pensione di reversibilità. Franco e Gianni si sono sposati che Franco già sapeva di stare molto male. Tutelare chi ci ha amato ed è stato con noi tutta la vita è il più sublime atto d’amore che si può fare. E’ il modo che chi se ne va ha per dire all’altro “ecco vedi? ci sono ancora, e mi prendo cura di te”>.

<I diritti non sono doveri – conclude Marano –  non sono un obbligo cui tutti devono attenersi, ma ci permettono di vivere una vita dignitosa in relazione alle Ns convinzioni e affinità>.

 

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